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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2012
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La notte tra il 2 e 3 agosto 1944, il "campo degli zingari" del campo di morte di Auschwitz-Birkenau venne chiuso dopo che l'ultimo gruppo di 2.897 zingari reclusi fu sterminato. Un articolo tratto da Radio Free Europe

Di Michael Shafir - Senior Regional Analyst di Radio Free Europe

Traduzione a cura di Daniela Mezzena - Osservatorio sui Balcani


Il "Campo degli Zingari" era stato costruito nel febbraio 1943 come sezione separata della fabbrica di morte dove, secondo le ultime stime, sono morti 1,1 milioni di Ebrei. Il "Campo degli Zingari" era stato concepito come un "campo famiglia" nel quale uomini, donne e bambini venivano rinchiusi assieme. Dei 23mila zingari internati ad Auschwitz-Birkenau, solo 3mila sono sopravissuti. Secondo Franciszek Piper, lo storico che dirige il Museo Statale Auschwitz-Birkenau, la maggior parte di loro sono morti di fame e malattie. Dopo gli Ebrei e i Polacchi (circa 70-75mila vittime), i Rom sono stati il terz…

Mazzucchelli anarchico di Carrara si racconta ~ Liberi a Sinistra

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Una ricerca postuma del giornalista parlamentare Angiolo Berti
GLI EBREI NELL’UNITA’ D’ITALIA
Tre erano deputati d’origine toscana: Sydney Sonnino,Giuseppe Modigliani(fratello del pittore), Leopoldo Franchetti . Il ruolo di Carlo e Nello Rosselli, di padre livornese. “Un contributo storico e morale – scrive – da non dimenticare”.

“Il contributo degli Ebrei alla storia italiana è espressione di una realtà viva da non dimenticare”. Con queste parole inizia uno scritto che Angiolo Berti, giornalista parlamentare, volle dedicare a quei personaggi appartenenti alla Comunità Israelitica protagonisti,anche con il sacrificio della vita,dell’Unità d’Italia. Il carteggio,inedito, è stato ritrovato recentemente fra i documenti della Fondazione a lui intestata, che ha sede a Casciana Terme. “Tra non molto l’Italia compirà 150 anni ( lo scritto risale al 2005,pochi giorni prima cioè della sua scomparsa) e probabilmente non se ne parlerà come invece si dovrebbe. Voglio allora avere l’onore ( così diss…
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Il I marzo del 1921 a Kronstadt la rivoluzione russa riappariva in superficie, per la
quarta volta in quindici anni. Non più solo contro lo zar, né contro i conciliatori, ma
sempre per il socialismo e questa volta contro il potere bolscevico. Cogliere quello
che accadde a Kronstadt non è possibile senza riferirsi all’esperienza concreta vissuta
nella tumultuosa isola del Golfo di Finlandia. Concepita dagli zar come isola
fortificata per presidiare un attacco dal mare alla capitale, essa avrebbe finito per
rappresentare l’avanguardia della rivoluzione in un crescendo vorticoso.
All’appuntamento del 1905 i marinai della fortezza sono presenti, ma il loro
ammutinamento nel crogiolo della prima rivoluzione russa non rappresenta ancora
alcuna particolarità rispetto ad altri avvenuti in tutta la flotta, tra cui quello
famosissimo dell’incrociatore Polùmkin: è pienamente inserita nella corrente
rivoluzionaria con tutte le immaturità di quel primo tentativo. Ma il soffocamento
della rivoluzione porta con…
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ECCIDIO DELLE FONDERIE RIUNITE MODENA 1950

SEI OMICIDI COMPIUTI IN LUOGHI E MOMENTI DIVERSI AL DI FUORI DI QUALSIASI SCONTRO
Uccisi a sangue freddo

Una strage accuratamente pianificata ed eseguita con fredda determinazione, con l'evidente intento di intimidire le masse operaie e popolari, di colpire le loro organizzazioni politiche e sindacali (Pci, Psi e Cgil in primo luogo) e di intaccare le radici che legavano la sinistra antagonista - come si direbbe oggi - ai milioni di operai e contadini impegnati nelle lotte quotidiane per il lavoro e la democrazia. Questo e non altro è stato l'eccidio di Modena del 9 gennaio 1950: un eccidio che voleva essere a modo suo "esemplare"e che fu il momento culminante di una serie pressoché ininterrotta di episodi sanguinosi, come quelli - tanto per limitarci ai tre mesi precedenti - di Melissa, Torremaggiore e Montescaglioso.

Tiro al piccione

E' la tecnica stessa della strage, configuratasi piuttosto come un succedersi di singoli …
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LEONE GINSBURG

Nato a Odessa nel 1909 in un'agiata famiglia ebraica di nazionalità russa che usa trascorrere i mesi estivi in Italia, Leone Ginzburg (a differenza dei genitori, Fëdor Nikolaevič e Vera Griliches, e dei fratelli, Nicola e Marussia) qui rimane allo scoppio della grande guerra, affidato all'istitutrice Maria Segré. Frequenta a Viareggio le scuole elementari e il primo anno di ginnasio. Nel 1920 prosegue gli studi a Torino, dove la famiglia si è intanto trasferita, presso il ginnasio Gioberti. A Torino ritorna alla fine del 1923, dopo avere frequentato la scuola secondaria russa a Berlino, sede delle attività commerciali del padre.
Alla fine del 1924 Ginzburg si iscrive al liceo classico D'Azeglio; suoi compagni di classe sono Norberto Bobbio e Giorgio Agosti, suoi insegnanti Zino Zini, Umberto Cosmo e Franco Antonicelli; inoltre, stringe saldi legami con Augusto Monti, direttore della biblioteca dell'istituto, e con alcuni dei suoi allievi, tra i quali Massi…