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Visualizzazione dei post da Giugno, 2010
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28 MAGGIO 1943: LIVORNO SOTTO IL FUOCO AMERICANO
>E' il 28 maggio 1943 e per la prima volta, da quando è iniziato il secondo conflitto mondiale, la città di Livorno subisce un bombardamento aereo "ALLA CIECA" da parte degli alleati. Tutto inizia alle undici del mattino, quando la popolazione, abituata al coprifuoco con quell'attesa angosciosa di un evento che prima o poi avrebbe conosciuto, ma che non si aspettava certo in pieno giorno, si dà da fare in quelle che sono diventate ormai le attività quotidiane di guerra contro un duro e potente invasore. Improvvisamente l'urlo contemporaneo e terrificante delle sirene di allarme sconvolge la vita dei livornesi, che presi dal terrore si affrettano a ripararsi nei rifugi . E' l'attacco che da troppo tempo si aspettavano; e che senz'altro la cinica freddezza degli Alleati non glielo avrebbero risparmiato.
Quante volte avevano sentito passare sulle loro teste i rumori assordanti delle fortezze volanti ch…
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Domenica 27 giugno 2010
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IF n°49
Sanguinose pagine di storia italianaSanguinose pagine di storia italiana :I FATTI DI GENOVA 1960
di Rossella Porcheddu
Il 1960 fu un anno cruciale per l’Italia, in cui si decisero i futuri assetti del governo, e gli eventi tragici che si susseguirono, a partire dalle manifestazioni di Genova alla strage di Reggio Emilia, fino ai fatti di Catania e Palermo determinarono una svolta epocale. La situazione politica italiana in quegli anni era profondamente instabile, dal 1955 al 1960 si erano alternati cinque governi e la Democrazia Cristiana, allora a capo del paese con una maggioranza relativa, si trovava di fronte ad una scelta obbligata. Avrebbe potuto aprire una strada verso la sinistra e il Partito Socialista oppure verso la destra e il Movimento Sociale Italiano. L’apertura ai partiti di sinistra, che guardavano favorevolmente a un’intesa con i moderati, però avrebbe necessariamente significato un’alleanza con il Partito Comunista, inviso ai cattolic…
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Un palco, una macchina da presa, un testo…insomma, la vita!”
Nota introduttiva
Vittorio Gassman ha attraversato, nella sua carriera, tutti i generi e i ruoli: drammatico e comico; da attore, regista, autore; in teatro, cinema e televisione. E sempre con grande successo, rappresentando autori classici e moderni, sia in Italia che all’estero.
Pur affondando le proprie radici nella tradizione del teatro classico alto, Gassman ha fatto di tutto per avvicinarvi il grande pubblico. Basti ricordare che il suo Amleto del 1952 superò, con una serie di tutto esaurito, i tre mesi di programmazione nella stessa sala, mentre all’epoca le compagnie cambiavano spettacolo dopo poco repliche.
Fu anche il primo a portare i classici (come Adelchi) in luoghi dove mai erano arrivati, utilizzando nel 1960 un tendone da circo (il T.P.I. - Teatro Popolare Italiano). Solo molti anni dopo avrebbero proliferato gli “innovativi” teatri tenda. Non va dimenticato il suo contributo alla diffusione della poesia, sia…
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Strage di Ustica
30 anni di misteri

ROMA - La notte del 27 giugno 1980 l'aereo dell'Itavia in volo tra Bologna e Palermo con a bordo 81 persone, scompare dai tracciati dei radar di Fiumicino. Dopo alcune ore si ha la certezza che è caduto in mare a nord di Ustica. Non ci sono superstiti.

Ecco le principali tappe della vicenda in 27 anni di indagini e misteri che hanno preceduto la sentenza di assoluzione del generale Lamberto Bartolucci, ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica, e del suo vice generale Franco Ferri.

27 giugno 1980 Ore 20.59'.45". Il Dc9 I-Tigi Itavia in volo da Bologna a Palermo partito con due ore di ritardo, si inabissa a nord di Ustica. Ottantuno le vittime fra passeggeri ed equipaggio: tra loro 13 bambini, due dei quali non avevavo ancora compiuto due mesi.
Il gruppo neofascista dei Nar rivendica la strage: per i giudici si tratterà di un vero e proprio depistaggio operato dal cosiddetto Super Sismi.

Luglio 1980 Il ministro socialista della Di…

Sunday Bloody Sunday

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Dal sito "Rapporti Italia -Uzbekistan
LA Fondazione Berti auspica l'apertura di un cordone umanitario per salvere migliaia di profughi
La Storia dell'Uzbekistan


Nonostante gli uzbeki abbiano abitato per secoli la regione, solo negli anni Venti del XX secolo fu creata una prima entità politica uzbeka.
Dalle origini alla dominazione russa
L'attuale Uzbekistan corrisponde in buona misura all'antica provincia persiana di Sogdiana, già importante in epoca achemenide. Conquistata da Alessandro Magno nel IV secolo a.C., passò poi sotto il dominio dei turchi. Tra il VII e l'VIII secolo la regione conobbe il dominio degli arabi, per passare nuovamente sotto il controllo dei turchi nel X secolo. Nel XIII secolo entrò a far parte dell'impero mongolo, prima sotto Genghis Khan e poi sotto Tamerlano. I canati uzbeki di Bukhara e di Khiva furono fondati nel XVI secolo, seguiti nel XVIII secolo dal canato di Kokand.
Tra il 1865 e il 1873 la Russia estese il proprio controll…
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10 GIUGNO 1940: UNA GUERRA GIA' PERSA IN PARTENZA
NON FU SOLO "DILETTANTISMO MILITARE"
Una sintetica,critica analisi di Angiolo Berti sull'assenso di milioni d'Italiani

"Dilettantismo militare". E' questa la critica di fondo che la storia ha fatto a Mussolini, condizione – come scrive nei suoi appunti Angiolo Berti,giornalista parlamentare - che contribuì in misura rilevante alla sua caduta.
E proprio oggi,a 70 anni dall'entrata in guerra dell'Italia,suonano lapidarie alcune sue valutazioni. Nel giugno di quell'anno, Mussolini visitò il fronte. Un alto ufficiale scrisse suo diario di guerra:"Il Duce ha compiuto la visita più da giornalista che da comandante. Non una parola al suo Stato Maggiore,non una visita ai comandi,non un rapporto agli ufficiali,ma solo rapide riviste alle truppe schierate,spesso senza scendere dall'automobile".
La testimonianza – come riferisce lo stesso Berti –è del giornalista Quirino Armellini da &qu…
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La questione morale
Enrico Berlinguer - Repubblica, 1981

Intervista a Enrico Berlinguer

«I partiti sono diventati macchine di potere»

«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer.
«I partiti hanno degenerato e questa è l'origine dei malanni d'Italia».

Eugenio Scalfari
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La passione è finita?

Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su qu…