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30 mar 2010



 


 



 


 

Cartesio

Vita e opere

Renato Descartes (latinamente Cartesio) nacque a La Haye (nella Touraine), da nobile famiglia, nel 1596.
Fu educato in una delle migliori scuole del tempo, il Collegio di La Fleche, tenuto dai gesuiti; ma, fatta eccezione per le materie matematiche, ne uscì con una profonda inclinazione verso lo scetticismo.
Sfiduciato e scontento, si prpose di non cercar più altra scienza fuori di quella che si può trovare "dentro di noi stessie nel gran libro del mondo", e, perciò, si arruolò volontario in diversi eserciti durante la guera dei Trent'anni.
Nell'inverno del 1619, all'età di 24 anni, mentre stava in riposo nei quartieri d'inverno dell'esercito imperiale in Baviera, ebbe come "in un mistico rapimento" l'intuizione del metodo; ne fece immediata applicazione alle matematiche, e, sentendosi ancora impari a un'impresa tanto grande, decise di estenderne più tardi l'applicazione ad ogni scienza i genere e al sapere filosofico in ispecie.
Intanto, munito di una "morale provvisoria", intraprese una serie di viaggi per l'Europa (fu anche in Italia per sciogliere un voto al santuario di Loreto); e al ritorno, dopo aver partecipato all'assedio della fortezza ugonotta di La Rochelle, decise di consacrarsi tutto agli studi.
Nel 1629, a 33 anni, si ritirò in Olanda, dove, lontano dalle distrazioni della società aristocratica francese e dalla sorveglianza del Sant'Uffizio (l'Olanda era terra protestante), poteva più liberamente attendere al proprio pensiero: qui rimase per circa vent'anni attendendo alla compilazione delle sue opere.
Nel 1649 si recò a Stoccolma, cedendo agli insistenti inviti della regina Cristina di Svezia, desiderosa di ricevere da lui lezioni di filosofia; ma i rigori del clima gli riuscirono fatali.
Colto da bronchite, un pò per non aver fiducia nella scienza medica del tempo, un pò perchè il medico di corte era tedesco, volle curarsi da se, e nel 1650 morì.
La sua salma fu qualche anno più tardi trasportata a Parigi.

Opere – Discorso sul metodo, pubblicato a Leyda nel 1637, come introduzione ad una serie di saggi scientifici; Meditationes de prima philosophia (1641); Principia philosophiae (1644); Les passions de l'ame (1649); una raccolta di Lettere, ect.

Pensiero

Cartesio è il padre del razionalismo moderno, come Bacone lo è dell'empirismo.

Il metodo deduttivo o matematico
Mentre Bacone, per risolvere il problema del metodo, si era fondato sull'esperienza e sul metodo induttivo, Cartesio si fonda sulla ragione e sul metodo deduttivo: deduzione non sillogistica (di cui tanto aveva abusato la scolastica e che gli appariva, come a Bacone, sostanzialemnte infeconda), ma matematica, consistente cioè nel dedurre da un principio per se stesso evidente, non mediante sillogismo, ma mediante il criterio dell'evidenza (o delle idee chiare e distinte), tutte le altre verità.
Cfr. Discorso del metodo, parte II, in cui è esposto il metodo cartesiano con le sue quattro regole:

  • evidenza: non accettare come vera una cosa se non appare evidentemente come tale, cioè se non presenta le caratteristiche della chiarezza e della distinzione.
  • analisi: dividere ogni difficoltà in tante parti, quanto è possiibile e necessario, per meglio risolverla.
  • sintesi: procedere col pensiero ordinatamente dagli ogetti più semplici e facili a conoscersi a quelli più complessi.
  • riprova: fare rassegne così complete da essere sicuro di non omettere nulla.

In tal modo Cartesio, identificando il metodo della matematica, che è scienza dell'astratto, col metodo della filosofia, che è anche scienza del concreto (poesia, religione, storia, ect.), diventa iniziatore di quella mentalità razionalista, astrattista ed antistorica, che prevarrà nel diciottesimo secolo in Francia e in Europa (Illuminismo, Rivoluzione) fino al Romanticismo.

Il dubbio metodico e il "cogito ergo sum"
Rintracciato il metodo, Cartesio si propone di trovare quel principio, per se stesso evidente, da cui derivare altre verità.
Egli parte dal dubbio metodico, cioè dal dubbio inteso non come fine a se stesso (dubbio scettico), ma come mezzo per giungere alla verità, e – come tale – mirante ad abbattere una volta per sempre lo scetticismo.
Bisogna dubitare di tutto: dei sensi (che ingannano), della ragione (che può sbagliare), dell'esistenza della materia (come dimostrato dal sogno, in cui crediamo che quello che vediamo e sentiamo sia reale), e perfino delle stesse verità matematiche: un demone maligno e potentissimo avrebbe potuto circondarci di inganni. (E' tuttavia da rilevare che Cartesio limita il dubbio al solo dominio speculativo, "poichè per quanto riguarda la vita pratica, se noi volessimo, prima di agire, aver risolto tutti i nostri dubbi, bene spesso lasceremmo pasare l'occasione dell'azione").
Ma pur dubitando di tutto, non si può dubitare di pensare, cioè di esistere: cogito, ergo sum.
E' questo il famoso principio, di per se stesso evidente, da cui cartesio deduca – sempe mediante il metodo matematico o dell'evidenza – tutte le altre verità.
In tal modo Cartesio, identificando l'essere col pensare, diventa il precursore di quel soggettivismo gnoseologico, per cui la verità non è più in una realtà (o essere) opposta e presupposta al pensiero, ma nella realtà o essere del pensiero medesimo (identità di essere e di pensare).

Psicologia, teologia, cosmologia
Dal principio del cogito, ergo sum, Cartesio deduce, come si è detto, tutte le altre verità:

a) la psicologia, attorno a cui vengono fatte tre principali affermazioni:

  • l'anima è una realtà insopprimibile, cioè una sostanza.
  • l'anima, in quanto pensiero, non occupa spazio alcuno ed è quindi distinta dal corpo.
  • l'anima è immortale.

b) la teologia, cioè l'esistenza di Dio, di cui vengono date due principali dimostrazioni:

  • nel mio pensiero vi è l'idea di un essere perfettissimo, il quale, per essere veramente tale, implica l'esistenza, non soltanto possibile, ma necessaria ed eterna. E' questa una prova analoga a quella di S. Anselmo, e come la prova di S. Anselmo, dotata del medesimo difetto, che consiste nel passare dall'ordine logico all'ordine ontologico, dal pensiero all'essere.
  • nel mio pensiero vi è l'idea di un essere perfettissim, che deve avere una causa adeguata: questa causa non posso essere io, essere imperfetto (tanto è vero che vado soggetto al dubbio), ma un essere perfettissimo, Dio.

c) la cosmologia, cioè l'esistenza della materia e dei corpi.
Dio, in quanto essere perfettissimo, non può ingannarci: dunque quel mondo, di cui in principio dubitavamo, esiste realmente, non è mera illusione.
Riguardo alle cose materiali Cartesio ammette poi la distinzione tra qualità primarie (od oggettive), che noi concepiamo in modo chiaro e distinto (estensione, moto, ect.) e qualità secondarie (o soggettive), che noi concepiamo in modo oscuro e confuso (colori, odori, suoni, ect.), passando dal realismo ingenuo al cosiddetto realismo critico (cfr. Galileo, Lockr, ect.).

Il duplice dualismo e le sue conseguenze
1. Cartesio ha fin qui dimostrato l'esistenza, al di là dell'io, di Dio e del mondo; ma ciò lo porta ad affermare un duplice dualismo sul terreno delle sostanze:

  • sostanza infinita (Dio) e sostanza finita (mondo, creature).

Sostanza infinita e sostanza finita, o, che è lo stesso, Dio e il mondo, sono due sostanze nel senso tradizionale della parola (res quae ita exsistit, ut nulla alia re indigeat ad exsistendum), ma mentre la prima è dotata di un'autosufficienza assoluta, la seconda è dotata di un'autosufficienza relativa, poichè per esistere ha bisogno del soccorso di Dio.

  • res cogitans (spirito) e res extensa (materia).

Res cogitans (in quanto attributo essenziale dello spirito è il pensiero) e res extensa (in quanto attributo essenziale della materia è l'estensione) sono due sostanze irriducibili, due mondi separati, chiusi e impenetrabili l'uno all'altro.
Essi si trovano tuttavia uniti nell'uomo, che è a un tempo anima e corpo: unione che ha luogo attraverso la cosiddetta glandola pineale, l'unico elemento spaiato del cervello, in cui lo spirito prenderebbe contatto col corpo.

2. Il dualismo tra res cogitans e res extensa porta a sua volta a due notevoli conseguenze:

  • in gnoseologia all'innatismo (cfr. Platone).

Se la res cogitans è separata dalla res extensa, le idee non possono derivare dall'esperienza sensibili, ma sono innate.
Più propriamente si possono distinguere tre categorie di idee:
- idee innate, che troviamo in no;
- idee facticiae, che produciamo con la nostra attività mentale;
- idee adventiciae, che nè troviamo nè produciamo, e che quindi devono derivare dai sensi.

  • in cosmologia al meccanicismo.

Se la res cogitans è pensiero e attività, la res extensa è estensione ed inerzia, cioè sottoposta alle leggi meccaniche del movimento.
Con le leggi del movimento Cartesio tenta di spiegare non solo i fenomeni fisici, ma anche quelli della vita vegetale e animale: piante ed animali non sono che automi più o meno complicati; e l'uomo stesso è una macchina, che – a differenza degli altri animali – è solo dotata di anima razionale.
Risale anche a Cartesio una spiegazione meccanica dell'origine dell'universo, che precorre le ipotesi evoluzionistiche di Kant e di Laplace.

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Senato di Roma.

Entra un messo:
"Cesare ha vinto in Gallia"

Il senato si alza in piedi:
"Gloria a Cesare vincitore in Gallia"

26 mar 2010


 


 

BATTAGLIA  DI GAUDO E MATAPAN


Data: 28-29 marzo 1941.
Luogo: Mediterraneo Orientale, tra l'isola di Gaudo e Capo Matapan.
Flotte avversarie: Italiana ed Inglese.
Contesto: Seconda Guerra Mondiale.
Protagonisti:
Ammiraglio di Squadra Angelo Iachino, Comandante della Squadra da Battaglia italiana;
Ammiraglio sir Andrew Cunningham, Comandante in Capo della Mediteranean Fleet;
Ammiraglio di Divisione Carlo Cattaneo, Comandante della 1a divisione di incrociatori pesanti;
Ammiraglio di Divisione Luigi Sansonetti, Comandante della 3a divisione di incrociatori pesanti;
Vice Ammiraglio Henry Pridham-Wippel, Comandante della 3a divisione di incrociatori;
Contrammiraglio Antonio Legnani, Comandante dell'8a divisione di incrociatori leggeri.

La battaglia:

L'Italia entrò in guerra il 10 giugno del 1940, ma solo un mese più tardi - il 9 luglio - la Marina italiana si scontrò con quella britannica, presso Punta Stilo. In quell'occasione la squadra italiana dovette ritirarsi dal combattimento per mancanza di copertura aerea. Il 14 novembre il colpo di mano britannico a Taranto dimezzò la disponibilità di corazzate nella squadra italiana, aprendo così agli inglesi la possibilità di sfruttare la rapida e comoda rotta attraverso il canale di Sicilia per il rifornimento di Malta e dell'Africa settentrionale. Tredici giorni dopo, infine, lo scontro di Capo Teulada si concluse con il disimpegno sia italiano che inglese e non apportò significativi mutamenti al quadro bellico.

Il fatto che la situazione nello scacchiere mediterraneo non riuscisse a sbloccarsi era disapprovato sia dagli alti comandi italiani che da quelli tedeschi. Durante la conferenza di Merano del 13 e 14 febbraio 1941 il Grand'Ammiraglio Erich Raeder, Comandante in Capo della Kriegsmarine, criticò aspramente la mancanza di aggressività della Marina italiana, proprio quando la Germania si apprestava ad inviare l'Afrikakorps in Libia e preparava l'attacco alla Grecia. L'Ammiraglio di Squadra Angelo Iachino propose in seguito che la corazzata Vittorio Veneto, accompagnata da una divisione di incrociatori, uscisse in mare per attaccare il traffico nemico fra la Grecia e Bengasi, occupata dalle truppe del generale Archibald Wavell il 6 febbraio. Gli attacchi aerei tedeschi su questo porto resero presto inservibili le sue strutture, così che gli inglesi deviarono verso altri porti i loro convogli, e il piano di Iachino divenne irrealizzabile. 

Giorni dopo Supermarina - il Comando Supremo della Marina italiana - decise di effettuare una doppia operazione nel Mediterraneo Orientale contro i convogli britannici diretti in Grecia: in collaborazione sia con le forze aeree stanziate nel Dodecaneso che con quelle tedesche basate in Sicilia, si sarebbero dovuti colpire i convogli britannici in navigazione a Nord-Est e a Sud-Ovest di Creta fra il 27 ed il 28 marzo. A questo raid avrebbero preso parte un gruppo costituito dalla 1a divisione di incrociatori pesanti - solamente lo Zara, il Fiume ed il Pola, essendo il Gorizia in cantiere per un'avaria all'apparato motore - comandata dall'Ammiraglio di Squadra Carlo Cattaneo, dall'8a di incrociatori leggeri - il Garibaldi, il Duca degli Abruzzi - comandata dal Contrammiraglio Antonio Legnani, e sei cacciatorpediniere, mentre il secondo gruppo sarebbe stato costituito dalla 3a divisione di incrociatori pesanti - il Trento, il Trieste e il Bolzano - comandata dall'Ammiraglio di Divisione Luigi Sansonetti ed appoggiata dalla Vittorio Veneto e da quattro cacciatorpediniere. La Regia Aeronautica ed il Fliegerkorps X avrebbero garantito la copertura aerea sulle due squadre navali, mentre dal 26 marzo diversi ricognitori avrebbero sorvolato le basi britanniche di Alessandria, di Suda, l'Egeo ed il Mediterraneo Orientale.

Il 23 marzo la Vittorio Veneto giunse a Napoli da La Spezia e rimase alla fonda a nord del molo San Vincenzo fino alla sera del 26. Per definire i dettagli dell'operazione Iachino volle infatti incontrare Cattaneo, giunto a tale scopo da Taranto, base in cui erano dislocati i suoi incrociatori. Benché nutrisse dubbi sull'efficacia della cooperazione aerea italo-tedesca, Iachino accettò con favore il piano stabilito da Supermarina, anche perché ritenne sconveniente sollevare critiche che si sarebbero potute prestare "ad interpretazioni malevole". Il 26 marzo, alle ore 21.00, la Vittorio Veneto, con a bordo l'Ammiraglio Iachino, lasciò il porto di Napoli scortata da quattro cacciatorpediniere e fece rotta verso lo Stretto di Messina. Contemporaneamente l'8a divisione di incrociatori leggeri di Legnani salpò da Taranto insieme ai cacciatorpediniere Da Recco e Pessagno, seguita due ore dopo dalla divisione di Cattaneo e dalla 9a flottiglia di cacciatorpediniere. Alle 5.30 del giorno seguente la 3a divisione di incrociatori pesanti e tre cacciatorpediniere partirono da Messina. Mezz'ora più tardi la Vittorio Veneto attraversò lo stretto, ed i cacciatorpediniere che formavano la sua scorta vennero sostituiti da altri quattro partiti da Messina, per evitare che rimanessero senza carburante proprio nel mezzo dell'operazione, se quest'ultima si fosse protratta oltre i tempi previsti.

I due gruppi, distanziati di 50 miglia, navigarono di conserva fino alle prime ore del pomeriggio con rotta 134°, ossia verso Derna. Si trattava di una rotta ingannevole: se la squadra fosse stata scoperta da sommergibili o ricognitori, l'Ammiragliato britannico avrebbe potuto credere che l'obiettivo della spedizione fosse il litorale libico. Sulla zona persisteva una nebbia bassa e fitta, così che solo due idrovolanti italiani poterono scortare il gruppo.
Alle 12.25 un Sunderland inglese avvistò la squadra italiana, segnalando tre incrociatori ed un cacciatorpediniere 80 miglia ad Est-Sud-Est di Capo Passero con rotta 120°, ossia diretti verso il vero obiettivo. Grazie all'errata valutazione del pilota, anche lo stratagemma di Iachino perse efficacia. Decrittato il messaggio, alle 14.00 i due gruppi accostarono di 16° a destra e si diressero ancora più a Sud. L'idrovolante inglese sorvegliò ancora per qualche tempo la squadra nemica, poi si allontanò indisturbato verso Corinto.

Secondo le informazioni in possesso di Supermarina, due corazzate della Mediterranean Fleet erano state rese inservibili da attacchi aerei tedeschi il 16 marzo, mentre quella stessa mattina sei barchini esplosivi della X MAS avevano gravemente danneggiato nella baia di Suda l'incrociatore pesante York. In realtà solamente l'incrociatore era stato messo fuori combattimento, poiché l'attacco alle corazzate era fallito. Si riteneva inoltre che non vi fossero portaerei disponibili nel Mediterraneo: la Eagle era infatti inutilizzabile, ma l'Illustrious, bombardata il 10 gennaio, era stata rimpiazzata da un'altra portaerei, la Formidable. Venne comunicato a Iachino che la ricognizione prevista su Alessandria era stata annullata per le cattive condizioni climatiche. 

Il 24 marzo velivoli tedeschi avevano però fotografato una squadra da battaglia inglese composta da tre corazzate - la Warspite, la Valiant e la Barham - ed una portaerei - la Formidable - di ritorno da La Valletta: l'informazione venne trasmessa due giorni dopo a Supermarina, ma non venne inspiegabilmente comunicata a Iachino. Anzi, l'Ammiraglio italiano intercettò una trasmissione proveniente da Rodi in cui riferiva che la ricognizione su Alessandria, data per annullata, aveva invece rilevato, alle ore 16.00, tre corazzate e due portaerei alla fonda in quella base.

 La notizia non preoccupò più di tanto Iachino, anche perché dopo la scoperta della squadra italiana da parte del Sunderland le comunicazioni radio inglesi non avevano aumentato né di intensità né di priorità: ipotizzò che due delle navi da battaglia si trovassero in porto per riparazioni, e che le due portaerei fossero la Eagle e l'Illustrious, entrambe inservibili. Ignorava invece che non solo tutte e tre le corazzate erano in piena efficienza, ma che la Formidable era salpata con 13 veivoli da caccia e 14 aerosiluranti mezz'ora prima della ricognizione italiana.

La partenza della Formidable era stata precedentemente pianificata dall'Ammiraglio sir Andrew Cunningham, comandante in Capo della Mediterranean Fleet.
(Nel 1975 risultò che all'epoca dei fatti la Royal Navy era in grado di decifrare gran parte dei messaggi cifrati tedeschi per mezzo della macchina Enigma) Cunningham era riuscito a conoscere la natura della spedizione italiana grazie alle comunicazioni del Corpo Aereo Tedesco stanziato in Sicilia, impiegato nell'operazione. Anzi, l'idrovolante che aveva individuato il gruppo di Cattaneo era stato spedito appositamente su quelle acque dall'Ammiraglio inglese. Cunningham doveva infatti nascondere la natura delle informazioni giuntegli in modo così misterioso - il segreto di Enigma - anche presso i suoi più stretti collaboratori: solo dopo la trasmissione del Sunderland fece approntare la squadra inglese per la partenza, ma si recò subito dopo al campo di golf per una partita, come se avesse voluto trascorrere la notte a terra. Con questo voleva che si notassero le sue intenzioni, e soprattutto che le notasse il console giapponese ad Alessandria, sospettato di essere un informatore dell'Asse. Il console giapponese, vedendo il suo comportamento, non notò nulla di particolare e perciò non segnalò niente a Supermarina. 

Dopo qualche ora l'Ammiraglio si allontanò di nascosto verso il porto, dove l'attendeva la squadra già pronta. Alle 19.00 la formazione uscì da Alessandria col favore delle tenebre: era composta dalle corazzate Warspite, Barham e Valiant, nave ammiraglia, dalla 10a - Stuart, Griffin, Greyhound e Havock - e dalla 14a flottiglia cacciatorpediniere - Jervis Bay, Janus, Nubian e Mohawk. Cunningham aveva ordinato precedentemente di sospendere il traffico britannico da e verso la Grecia, di non aumentare la trasmissione di messaggi radio per non insospettire il nemico e farlo entrare nell'Egeo - dove sarebbe stato intrappolato - e di sorvegliare la squadra italiana finché la luce l'avrebbe permesso. Aveva inoltre messo in allerta tutte le forze aeronavali di cui disponeva nel Mediterraneo Orientale, ed aveva inviato a Suda l'incrociatore antiaereo Carlisle. Infine alle 13.00 era salpata dal Pireo una divisione di incrociatori - l'Orion, l'Ajax, il Perth ed il Gloucester - comandata dal Vice Ammiraglio Henry Pridham-Wippel e scortata dalla 2a flottiglia cacciatorpediniere - Ilex, Hasty, Hereward e Hotspur. I due gruppi avrebbero dovuto incontrarsi 30 miglia a Sud di Gaudo per le 6.30 del mattino seguente.

Alle 19.30 il gruppo di Cattaneo si separò da quello di Iachino, apprestandosi a penetrare nell'Egeo. Due ore e mezza dopo Supermarina comunicò che, a causa della scoperta della squadra, la parte più pericolosa del piano, ossia il raid nell'Egeo, veniva ad essere annullato, e che i due gruppi si sarebbero dovuti riunire e portare a 20 miglia a Sud di Gaudo. Le due formazioni avversarie si erano date appuntamento nel medesimo punto del Mediterraneo!
Alle 6.00 del 28 marzo venne catapultato un idrovolante della Vittorio Veneto per esplorare il tratto di mare a sudest della formazione. Cinque minuti più tardi anche l'aeromobile del Bolzano si levò in aria per esplorare il settore settentrionale. Nello stesso momento la Formidable, che si trovava con il resto della formazione britannica 175 miglia a Sud-Est della squadra italiana, lanciò una pattuglia aerea in avanscoperta. Alle 6.43 il veivolo dell'ammiraglia italiana segnalò la presenza di quattro incrociatori e quattro cacciatorpediniere nemici - le navi di Pridham-Wippel - a 45 miglia dalla formazione di Iachino. L'ammiraglio italiano ritenne si trattasse della scorta di un convoglio nemico, quindi ordinò alla divisione di Sansonetti di aumentare la velocità a 30 nodi e di accostare per 135°, mentre la Vittorio Veneto, presa la stessa direzione, si portava a 28 nodi. Alle 6.33 il ricognitore della corazzata italiana venne avvistato dalle navi del Vice Ammiraglio britannico: inizialmente venne scambiato per un aereo inglese, poi Pridham-Wippel, ignorando la presenza in mare di una squadra nemica, giunse alla conclusione che si trattasse di un veivolo decollato da una base del Dodecaneso, quindi accostò a 200° per tenersi fuori dalla zona di ricognizione italiana. 

Alle 7.40 un aereo della Formidable segnalò la presenza di quattro incrociatori e quattro cacciatorpediniere nemici 35 miglia a Nord-Est della sua formazione, con rotta 230°: stavolta Pridham-Wippel ritenne che, per un errore, fosse stata segnalata la sua divisone. Pochi minuti dopo un altro aereo segnalò quattro incrociatori e sei cacciatorpediniere 14 miglia a Nord-Est delle sue navi. Il messaggio non era stato ancora decifrato quando comparvero all'orizzonte gli incrociatori di Sansonetti. La divisione britannica accostò subito a 124° ed aumentò la velocità per sfuggire ai maggiori calibri italiani - 203 contro 152 millimetri - e per portare il nemico verso il grosso della Mediterranean Fleet, che stava sopraggiungendo da Sud-Est. A soli 22 nodi di velocità, però: alcuni aspiratori della Warspite si erano infatti otturati strusciando contro un bassofondo fangoso durante l'uscita da Alessandria, così la nave aveva rallentato la sua marcia ritardando considerevolmente l'arrivo di Cunningham nei pressi di Gaudo. Nonostante avesse ordine di ritirarsi verso la Vittorio Veneto appena avvistate le navi nemiche, Sansonetti si lanciò all'inseguimento del gruppo di Pridham-Wippel, aumentando la velocità sino a 31 nodi. 

Alle 8.12 la divisione italiana aprì il fuoco, che centrò da subito il Gloucester, costringendolo a zigzagare per non essere colpito. Alle 8.29 anche il Gloucester sparò tre salve, ma il tiro, corto, risultò inefficace. L'inseguimento si dimostrò però inutile, a causa della lieve differenza di velocità fra i due gruppi, così alle 8.50 Sansonetti, temendo di avvicinarsi troppo alle basi nemiche, diede l'ordine di ritirarsi verso l'ammiraglia, che al momento si trovava 60 miglia ad Ovest di Gaudo. Sorprendentemente, anche gli inglesi, invertirono la rotta e cominciarono a seguire la divisione italiana.
Questo comportamento non convinse affatto Iachino, che poco dopo le 9.00 ricevette un messaggio da Rodi, nella quale si comunicava il rilevamento, avvenuto alle 7.45, di una portaerei, due corazzate, nove incrociatori e quattordici cacciatorpediniere, con rotta 165°, presso la zona dello scontro. A causa dell'imprecisione del messaggio l'Ammiraglio comunicò che in realtà era la sua squadra ad essere stata avvistata, per evitare di essere attaccato da veivoli italiani o tedeschi. Le ricognizioni aeree non erano riuscite ad individuare alcun convoglio nemico, ma neppure il grosso della Mediterranean Fleet - che Iachino non sapeva essere diretta verso di lui - così si predispose ad attaccare gli incrociatori inglesi. Alle 10.17 accostò a 150° ed ordinò a Sansonetti di proseguire verso Nord-Ovest per aggirare la formazione di Pridham-Wippel e prenderla in tal modo fra due fuochi. Frattanto i ricognitori inglesi avevano scoperto tutte le unità avversarie, fra le quali erano però erroneamente segnalate tre corazzate. Alle 9.39 Cunningham aveva ordinato agli aerosiluranti della Formidable di levarsi in volo e di attaccare gli incrociatori italiani: se anche solo una nave fosse stata danneggiata e quindi rallentata, le vicinissime corazzate inglesi avrebbero potuto certamente raggiungerla e distruggerla.

Pochi minuti prima delle 11.00 la formazione britannica venne avvistata dalla Vittorio Veneto. Pridham-Wippel comunicò a Cunningham il contatto con una nave imprecisata: si spinse oltre ed alle 10.56 trasmise un segnale di riconoscimento. Per tutta risposta i nove cannoni da 15 pollici della corazzata aprirono il fuoco contro la formazione inglese, distante 12 miglia. Pridham-Wippel ordinò di invertire immediatamente la rotta e di stendere cortine fumogene per coprire la ritirata. L'Orion ed il Gloucester vennero ripetutamente centrati, ma i cacciatorpediniere britannici riuscirono ad occultarli in tempo. Sul punto di essere sopraffatti, Cunningham decise di distaccare la Valiant per dare appoggio alle navi attaccate. Alle 11.00 i sei aerosiluranti Albacore avvistarono la Vittorio Veneto. A bordo delle navi italiane dapprima vennero scambiati per caccia della regia Aeronautica, ma quando cominciarono la manovra di siluramento, si capirono nazionalità ed intenzioni. Gli aerei puntarono la corazzata, che cessò il fuoco dei grossi calibri ed aprì quello antiaereo. 

Quando la prima squadriglia sganciò i suoi ordigni da 2.000 metri di distanza, la grande nave cominciò lentamente l'accostata a dritta: durante la manovra anche la seconda squadriglia lanciò i suoi siluri, dalla direzione opposta. Dopo pochi minuti la nave riuscì ad evitare i sei siluri, ma gli incrociatori nemici erano già fuori tiro. Iachino credette che quei veivoli provenissero dalla vicina Creta, quindi, temendo altri attacchi, alle 11.30 accostò a 300° e ordinò di ripiegare verso Taranto: senza protezione aerea - non si era visto un solo caccia italiano o tedesco fino a quel momento! - riteneva pericoloso rimanere in quelle acque così vicine alle basi inglesi. Infatti mezz'ora più tardi tre aerosiluranti decollati da Maleme, a Creta, attaccarono il Bolzano, che riuscì agilmente ad evitare i pericolosi ordigni. Alle 11.38 il Gloucester comunicò a Pridham-Wippel che il nemico, cessato il fuoco, si stava allontanando. Il Vice Ammiraglio decise di riunirsi alla Mediterranean Fleet, così non mutò rotta ed alle 12.28 l'Orion entrò in contatto con i cacciatorpediniere della Valiant. Cunningham, che desiderava rimanere in contatto con la squadra navale italiana, fece invertire la rotta al gruppo di Pridham-Wippel mandandolo all'inseguimento del nemico.

Nel frattempo la Formidable era uscita di formazione per ricevere gli Albacore lanciati contro la Vittorio Veneto e farne decollare altri tre. Appena terminata l'operazione la portaerei venne attaccata da due aerosiluranti S-79 italiani, avvicinatisi alla nave senza essere notati: i due siluri mancarono l'obiettivo e la nave poté raggiungere indenne il resto della squadra. Alle 14.20 tre bombardieri Blenheim, decollati da Menedi, in Grecia, bombardarono senza risultato la Vittorio Veneto. Mezz'ora dopo altri sei bimotori sganciarono i loro ordigni sulla nave ammiraglia, anche stavolta senza conseguenze. Alle 15.19 un nuovo allarme risuonò sulla Vittorio Veneto: tre bimotori inglesi si dirigevano ad alta quota sulla nave. Mentre tutti i pezzi contraerei erano puntati sui bombardieri, comparvero gli aerosiluranti lanciati dalla Formidable: avvistati poco prima della manovra di siluramento, approfittarono degli istanti di confusione agli apparati per sganciare i loro ordigni. La Vittorio Veneto accostò a dritta con tutta la barra. Due Albacore lanciarono da mille metri circa di distanza; il terzo molto più vicino: quest'ultimo venne abbattuto dalle mitragliere italiane e precipitò in mare, ma il suo sacrificio non fu però vano: alle 15.30 il siluro esplose a poppa della Vittorio Veneto, immobilizzandola. Altri due aerosiluranti Swordfish ed un bombardiere attaccarono la nave, senza però colpirla.

Lo squarcio aperto dal siluro all'altezza dell'elica di sinistra - cinque metri sotto il galleggiante - aveva provocato l'imbarco di oltre 4.000 tonnellate di acqua salata e bloccato i timoni: la nave si trovava alla deriva sotto la minaccia di altri attacchi aerei a 420 miglia da Taranto! Dopo pochi minuti le eliche si rimisero però in moto e la nave poté procedere a 16 nodi. Alle 16.42 il timone venne rimesso in efficienza e mezz'ora dopo la velocità aumentò a 19 nodi. Intanto gli attacchi aerei proseguivano. Alle 15.15 sei Blenheim avevano attaccato lo Zara ed il Garibaldi. Pochi minuti dopo altri quattro veivoli dello stesso tipo avevano bombardato il Trento ed il Bolzano. Alle 17.00 la squadra di Sansonetti venne di nuovo attaccata, ancora da Blenheim, sei stavolta.
Cunningham si trovava in quel momento a 58 miglia dalla formazione italiana, in navigazione con rotta 310° a 22,5 nodi, la massima velocità sviluppabile dalla nave più lenta. Per non perdere il prezioso contatto con la squadra italiana, alle 16.44 aveva distaccato la divisione di Pridham-Wippel perché navigasse a 30 nodi e raggiungesse la Vittorio Veneto: le informazioni fornite dai rilevamenti aerei erano infatti molto imprecise riguardo a posizione e direzione delle navi. Dispose comunque che da Creta decollassero altri ricognitori perché esplorassero la zona a Nord-Ovest della squadra britannica. Ordinò inoltre a tre cacciatorpediniere stanziati al Pireo - Juno, Jaguar e Defender - di salpare e raggiungere il tratto di mare tra Creta e l'isola di Citera. Alle 17.35 dalla Formidable si levarono sei Albacore e due Swordfish, di nuovo all'attacco della Vittorio Veneto, e dieci minuti dopo venne catapultato l'idrovolante della Warspite. 

Il veivolo alle 18.20 avvistò la corazzata, segnalandola a 45 miglia dalla Mediterranean Fleet, a 15 nodi di velocità. Divenne perciò fondamentale per Cunningham sfruttare il residuo periodo di luce poiché, con l'arrivo delle tenebre, la formazione italiana avrebbe certamente accostato scomparendo nella notte. Ordinò alla 10a flottiglia di formare uno schermo di prora alle corazzate ed alla Formidable, mentre la 2a e la 14a, schierate un miglio a dritta ed a sinistra di esso, si predisponevano ad attaccare la Vittorio Veneto, nel caso che la divisione di Pridham-Wippel l'avesse raggiunta. Da parte sua Iachino diede ordine alla 1a ed alla 3a divisione di disporsi simmetricamente in linea di fila a mille metri dalla corazzata con i cacciatorpediniere all'esterno, rispettivamente a dritta ed a sinistra. I cacciatorpediniere di scorta all'ammiraglia vennero posti in coppie mille metri a prua e a poppa della nave. Il Garibaldi ed il Duca degli Abruzzi furono invece avviati verso Brindisi. Con questo schieramento egli intendeva proteggere la corazzata da ulteriori attacchi aerei provenienti dalla Formidable, della cui presenza era venuto finalmente a conoscenza. Continuava però ad ignorare la vicinanza delle corazzate inglesi.

Alle 18.00 la velocità della Vittorio Veneto scese a 15 nodi e mezz'ora più tardi il cacciatorpediniere Alpino avvistò gli aerosiluranti decollati dalla Formidable insieme a due Swordfish provenienti da Maleme, in Grecia. Alle 18.51 il sole tramontò e la formazione italiana mise la prua a ponente. Alle 19.30 l'Alpino segnalò l'estrema vicinanza dei veivoli nemici: Iachino ordinò alla squadra, già impegnata nel fuoco antiaereo, di accostare a 300°. Intanto le navi di scorta stendevano velocemente cortine fumogene e accendevano i proiettori per abbagliare i piloti nemici. In quelle condizioni gli aviatori britannici decisero di non attaccare in formazione ma di agire individualmente: dei dieci siluri lanciati contro la corazzata nessuno riuscì a colpire il bersaglio, ma l'ultimo, sganciato alle 19.45, raggiunse la chiglia dell'incrociatore Pola ed esplose immobilizzando la nave.

Con il siluramento del Pola si concluse lo scontro aeronavale di Gaudo. La squadra italiana era in ritirata con due navi silurate, di cui una completamente in avaria. Di questo Iachino non venne a conoscenza fino alle 20.15, quando il Pola comunicò le sue condizioni a Cattaneo. Iachino dovette allora considerare la situazione prendere rapide decisioni.
Egli ignorava la presenza in mare delle corazzate inglesi: la ricognizione sulla base di Alessandria prevista per quel giorno - fondamentale per l'operazione! - era stata annullata; le molte intercettazioni radiogoniometriche avvenute nel pomeriggio erano state trasmesse a Supermarina con tali imprecisioni che il Comando ritenne inutile comunicarle a Iachino; l'Ammiraglio italiano aveva comunque captato alcune di queste comunicazioni, ma le ritenne anche lui inattendibili; alle 15.04 Supermarina aveva inoltre riferito a Iachino dell'intercettazione radio un'ora prima di una nave nemica a 170 miglia Sud-Est della Vittorio Veneto: l'imprecisa rilevazione - effettuata da grande distanza - invalidò comunque l'attendibilità dell'informazione. 

Attendibilità di cui non poté invece sospettare Iachino, perché alle 16.00 aveva intercettato il messaggio di un aereo tedesco che aveva rilevato, due ore prima, una corazzata nemica con scorta 170 miglia a Est-Sud-Est della Vittorio Veneto. Così pure, poco dopo l'ultimo attacco silurante, Supermarina aveva inviato un altro messaggio nel quale si riferiva dell'intercettazione radio - avvenuta più di due ore prima - di una "unità nemica sede comando complesso" 75 miglia di poppa alla formazione italiana: una squadra nemica nella quale Iachino, in base alle informazioni in suo possesso, ritenne non fossero corazzate, ma solamente siluranti o al massimo gli incrociatori di Pridham-Wippel.
Una nave da battaglia ed una portaerei in navigazione verso Gaudo erano state comunque segnalate dagli S-79 che avevano attaccato la Formidable, ma si credeva fossero troppo lontane per poter raggiungere la Vittorio Veneto, o solamente il Pola, a causa della scarsa velocità sviluppabile delle navi di Cunningham.
Il siluro ricevuto dal Pola aveva provocato diversi morti ed uno squarcio all'altezza delle turbine di sinistra: la nave aveva perciò imbarcato 4.000 tonnellate d'acqua salata e 7 delle 8 turbine erano completamente inutilizzabili. Se l'incrociatore avesse potuto riprendere la navigazione, la sua velocità sarebbe stata certamente ridotta. Comunque si sarebbe potuto prenderlo facilmente a rimorchio, specie da una nave di uguali dimensioni, oppure, dopo aver recuperato il suo equipaggio, affondarlo non appena fossero sopraggiunte complicazioni.

Alle 20.18 Cattaneo comunicò a Iachino l'intenzione di distaccare due cacciatorpediniere in soccorso al Pola. Alle 20.38 l'Ammiraglio ordinò alla 3a divisione di invertire la rotta e di portare aiuto all'incrociatore silurato. Un quarto d'ora dopo Cattaneo riferì che il Pola, colpito al centro, aveva allagati tre compartimenti, l'apparato motore di prora e quattro caldaie: richiedeva pertanto rimorchio. Nel frattempo Iachino aveva accostato a 323°, in modo da disorientare eventuali inseguitori. Alle 20.58 Cattaneo richiese il permesso di invertire la rotta per soccorrere l'incrociatore: la richiesta venne accolta. Alle 21.06 la 1a divisione iniziò l'inversione di rotta insieme alla 9a flottiglia cacciatorpediniere, e qualche minuto più tardi prese rotta 135° riducendo la velocità a 16 nodi. Senza saperlo Cattaneo stava andando incontro alle corazzate inglesi!
Le navi procedettero in linea di fila, con i cacciatorpediniere in poppa, al contrario di quanto prescriveva il regolamento: in navigazione notturna, infatti le navi di scorta dovevano essere poste 4.000 metri a prua, distanziate fra loro 2.000 metri. Soprattutto, né Iachino né Cattaneo sapevano che le navi britanniche, oltre ad essere vicinissime, erano anche dotate di radar ed addestrate al combattimento notturno: proiettori, polveri antifiamma, visori e puntatori notturni erano d'uso nella Royal Navy già da tempo ma, per carenza d'informazione ed errate teorie militari, sconosciuti agli alti comandi italiani.

Alle 20.32 Pridham-Wippel segnalò la presenza di una nave alla deriva a sei miglia dai suoi incrociatori - il Pola - che identificò, nell'oscurità, come la Vittorio Veneto, e si portò a distanza di sicurezza. Alle 20.37 Cunningham diede ordine alla 2a ed alla 4a flottiglia cacciatorpediniere di attaccare con i siluri la corazzata italiana, distante solo 33 miglia: il comandante delle due flottiglie non tenne però in conto l'imprecisione delle rilevazioni su cui si basava l'ordine e le probabili deviazioni della formazione di Iachino, così non riuscì a trovare il bersaglio indicatogli. Alle 21.55 il radar dell'Ajax rilevò tre bersagli 5 miglia a Sud dell'incrociatore: le navi di Cattaneo erano state scoperte, ma Cunningham non ne ricevette comunicazione. Il radar della Valiant alle 22.03 rilevò una nave nove miglia sinistra delle corazzate inglesi, identificata come la Vittorio Veneto: Cunningham ordinò di accostare sulla linea di rilevamento - 240° - e di puntare i grossi calibri su quel bersaglio. Alle 22.23 era appena stato dato l'ordine ai quattro cacciatorpediniere rimasti di intervenire, quando lo Stuart intravide a circa 2 miglia le ombre di diverse navi da guerra: le navi di Cattaneo. 

Anche dal Pola vennero avvistate, e tre minuti dopo l'incrociatore lanciò un razzo di segnalazione. Cunningham ritenne che quelle navi fossero giunte in soccorso alla presunta Vittorio Veneto: le lasciò perciò avvicinare finché non furono a 3.400 metri. 
A quel punto i proiettori dei cacciatorpediniere si accesero e contemporaneamente i grossi calibri delle corazzate aprirono il fuoco: un'autentica tempesta esplosiva si abbatté sulle navi italiane, colte assolutamente di sorpresa. Lo Zara ricevette 4 bordate dalla Warspite, 5 dalla Valiant ed altrettante dalla Barham, per un totale di 104 proietti da 15 pollici - senza contare quelli da 152 mm - che la ridussero in pochi secondi ad un'immensa pira. Sul Fiume arrivarono invece 2 bordate della Valiant ed una dalla Warspite, "solo" 22 colpi. I proietti delle corazzate, pesanti 872 kg e lanciati con alzo zero, arrivavano con la massima forza d'urto possibile e ad un ritmo velocissimo, poiché i pezzi non dovevano essere riportati in posizione di carica dopo il fuoco. Il cannoneggiamento durò solo tre minuti: i due incrociatori italiani vennero praticamente distrutti, ed anche tre cacciatorpediniere furono colpiti.

Lo Zara, che pur continuava a galleggiare, si era bloccato completamente in fiamme ed aveva a bordo molti morti e feriti, soprattutto ustionati. Dopo un tentativo di manovra, il comandante, Capitano di Vascello Corsi, ordinò di fermare le macchine e di affondare la nave, ormai ingovernabile e sbandata di sei gradi a dritta: si prepararono i congegni per l'autodistruzione e vennero aperte le valvole di allagamento. Fatto salire l'equipaggio in coperta, Cattaneo si rivolse ai marinai raccomandando calma e dignitoso contegno nel caso fossero fatti prigionieri, poi ordinò l'abbandono della nave. Poco prima delle 23.00, il cacciatorpediniere Stuart si avvicinò e lanciò contro l'incrociatore quattro siluri, senza però colpirlo. Alle 2.40 del 29 marzo contro la carcassa semiaffondata dello Zara si abbatterono tre siluri lanciati dal cacciatorpediniere Jervis Bay: l'esplosione dei depositi di munizioni fece alzare dalla nave una gigantesca colonna ardente, e pochi minuti dopo l'incrociatore si inabissò. Cattaneo e Corsi perirono nel naufragio.

Subito dopo l'attacco britannico il Fiume si era trovato gravemente sbandato a dritta e con pericolosi incendi a bordo: il Capitano di Vascello Giorgis, comandante dell'incrociatore, diede allora ordine di abbandonare la nave dopo aver urlato gli "evviva" regolamentari. Alle 23.15 la prua del Fiume si alzò sul mare e dopo pochi secondi scomparve per sempre.
In quei minuti era affondato anche l'Alfieri: immobilizzato dai grossi calibri inglesi, alle 23.08 era stato scoperto dallo Stuart, che dovette virare bruscamente per evitare la collisione. Le due navi si scambiarono poche salve d'artiglieria, ma pochi minuti dopo l'Alfieri venne silurato dall'Havock: alle 23.30 il cacciatorpediniere italiano affondò in fiamme, tredici minuti dopo il Carducci. Questa nave, durante il cannoneggiamento, aveva tentato di frapporsi tra le corazzate e gli incrociatori italiani, per tentare di occultarli con cortine fumogene. Ben presto però le salve britanniche gli erano piombate addosso provocando numerosi incendi: temendo l'esplosione delle santabarbare, il comandante aveva dato ordine di aprire i portelli d'allagamento e di abbandonare l'incrociatore, così alle 23.17 la nave si era capovolta ed inabissata. L'Oriani ed il Gioberti avevano tentato di attaccare le navi britanniche, ma, accecati dai proiettori e disorientati dalle cannonate, si erano dovuti ritirare verso Sud, il primo seriamente danneggiato.

Frattanto il Pola aveva assistito impotente al rapido annientamento della squadra di Cattaneo, ma non era stato oggetto di alcun attacco. Il comandante, Capitano di Vascello De Pisa, decise di aprire le valvole di allagamento e di far abbandonare la nave. Molti marinai si erano già gettati in mare: a causa della temperatura dell'acqua, alcuni erano morti assiderati ed altri erano stati ripescati. Poiché l'incrociatore non era stato ancora individuato De Pisa, credendo di poter ancora salvare la nave, aveva ordinato di accendere l'unica caldaia utilizzabile e di richiudere i boccaporti. Alle 23.45 l'Havock scoprì l'inerme Pola, e De Pisa fece riaprire nuovamente le valvole. Alle 3.25 il Jervis Bay si affiancò al Pola e raccolse 22 ufficiali e 236 marinai, poi gli lanciò contro un siluro, imitato subito dopo dal Nubian: alle 4.03 l'incrociatore colò a picco. La battaglia di Matapan era terminata.

Iachino aveva assistito di lontano alla battaglia. Alle 22.30 era stato informato della presenza di grandi bagliori a poppa dell'ammiraglia: preoccupato, inviò un messaggio urgente a Cattaneo chiedendogli se era stato attaccato. Non ricevette risposta. Decise pertanto di non intervenire, con soli tre incrociatori e la Vittorio Veneto silurata. Alle 23.47 comunicò a Supermarina la situazione della squadra e solo un'ora e mezza dopo - evidentemente in stato confusionale - ordinò al Garibaldi e al Duca degli Abruzzi di invertire la rotta per incontrasi con la formazione alle 8.00 a 60 miglia da Capo Colonna, praticamente in Italia. La pesante atmosfera mista di angoscia e stordimento ristette sugli equipaggi fino all'arrivo a Taranto.

La squadra britannica restò nella zona - 50 miglia a Sud-Ovest di Capo Matapan - fino alle 11.00 del mattino, e recuperò 55 ufficiali e 850 marinai italiani. Apparvero quindi aerei tedeschi e Cunningham, temendo per le sue navi, sospese le operazioni di salvataggio, lasciando centinaia di altri marinai in mare. Giunse ad Alessandria il 30 marzo, non senza aver subito numerosi attacchi aerei per tutta la giornata precedente. Subito dopo la partenza aveva inviato un messaggio all'Ammiraglio di Squadra Arturo Riccardi - Capo di Stato Maggiore della Marina - informandolo di quei naufraghi ancora nella zona: Riccardi rispose ringraziando e dicendo che la nave ospedale Gradisca era già partita alle 17.00 del giorno precedente. Arrivò invece il 31 marzo, a causa della scarsa velocità, e riuscì a soccorrere solamente 147 marinai e 13 ufficiali.

In questa battaglia perirono 2.023 marinai italiani: 782 dello Zara, 813 del Fiume, 328 del Pola, 211 dell'Alfieri, 169 del Carducci. Tre invece le vittime britanniche: gli aviatori dell'Albacore abbattuto. Una corazzata venne danneggiata, tre incrociatori da 12.000 tonnellate e due cacciatorpediniere affondati con l'insignificante perdita di un aerosilurante. La Royal Navy, forte di questo trionfo, aumentò il traffico nel Mediterraneo. Appena saputa la notizia di capo Matapan, lo stesso Winston Churchill aveva dichiarato che "la flotta italiana era stracciata". Mussolini, riconoscendo l'errore di aver precedentemente bloccato la costruzione di portaerei - che avrebbero potuto evitare il disastro - ordinò precipitosamente la costruzione dell'Aquila e della Sparviero: navi che non vennero mai completate, e che in molte altre situazioni fecero sentire la loro mancanza. 

Cunningham, l'artefice della vittoria, scrisse nelle sue memorie 
che "Matapan fu una triste storia per gli italiani". 
E lo fu davvero.

a cura di  di Tansini Davide
Bibliografia
La Sierra, Luis de- La guerra navale nel Mediterraneo, Mursia; 
Petacco, Arrigo - Le battaglie navali del Mediterraneo nella 2a G.M. - Mondadori; 
Rocca, Gianni - I disperati, Mondadori;
 
Rocca, Gianni - Fucilate gli ammiragli, Mondadori. 


Angelo CABRINI

Sottotenente di Vascello


 

"Coraggioso e tenace operatore di mezzi d'assalto di superficie, con altri valorosi già compagni dei rischi e delle fatiche di un durissimo addestramento, dopo una difficile navigazione, forzava una ben munita base navale avversaria, superando un triplice ordine di ostruzioni.
Nella rada violata, quando già era imminente l'alba, con freddezza pari al coraggio attendeva, riunito ai compagni, che il Comandante della spedizione procedesse al riconoscimento ravvicinato degli obiettivi e li assegnasse all'audacia dei suoi uomini. Una volta ottenuto il via si lanciava con saldo animo all'assalto contro un incrociatore pesante nemico affondandolo con l'azione concomitante di un altro assalitore e coronando del successo, con l'alto spirito aggressivo, la concezione teoricamente perfetta dell'impresa.

Degno in tutto delle più pure tradizioni di eroismo della Marina italiana".

(Suda, 26 marzo 1941).

 
 

Nacque a Pavia il 14 febbraio 1917. Ultimati gli studi superiori ed ottenuta la maturità classica presso il Liceo Ugo Foscolo di Pavia nel 1936, nello stesso anno entrò all'Accademia Navale di Livorno; al termine dei regolari corsi conseguì la nomina a Guardiamarina ed imbarcò, nel febbraio 1940, sull'incrociatore Duca degli Abruzzi. L'8 giugno 1940 , alla vigilia del 2° conflitto mondiale, con il grado di Sottotenente di Vascello, chiese ed ottenne di essere assegnato quale Operatore dei Mezzi d'Assalto, alla 1^ Flottiglia MAS di La Spezia, sottoponendosi ad un duro addestramento sui motoscafi speciali (barchini), con i quali parteciperà poi alla esecuzione del piano di forzamento del porto inglese di Suda (Creta), che era stato concepito e pianificato dal comandante Moccagatta e diretto dal Tenente di Vascello Faggioni. L'azione, condotta alle prime luci del giorno 26 marzo 1941, culminò con l'affondamento dell'incrociatore pesante inglese York e con il grave danneggiamento della petroliera Pericles, da 8.324 tsl. Fatto prigioniero, rimpatriò nel marzo 1945 nel grado di Tenente di Vascello, conseguito nel luglio 1942, mentre si trovava in prigionia. Partecipò brevemente alla guerra di liberazione con il Gruppo Mezzi d'Assalto e successivamente ebbe il comando di dragamine, con i quali partecipò al dragaggio e bonifica delle acque di Monfalcone e Grado. Fu imbarcato sull'incrociatore Montecuccoli e poi sulla nave scuola Vespucci nell'incarico di Aiutante di Bandiera e, dopo la promozione a Capitano di Fregata nel 1952, passò all'Accademia Navale di Livorno, nell'incarico di Direttore dei Corsi. Nel 1956 venne destinato presso lo Stato Maggiore della Marina e nel 1960 ebbe il comando della 10^ Squadriglia Corvette della Scuola Comando, poi di Nave Artigliere. Nel 1961 fu Addetto Navale a Madrid e nello stesso anno conseguì la promozione a Capitano di Vascello. Rimpatriato, ebbe prima il comando dell'8° Gruppo Navale, poi di Comsubin e di Mariscuole Taranto. Nel grado di Ammiraglio ebbe, tra gli altri, i seguenti incarichi: Comandante di Marinaccad Livorno (1969-1972); Vice Comandante in Capo del Dipartimento M.M. di La Spezia (1972); Comandante Militare Marittimo Autonomo della Sardegna (1973) e Comandante della 3^' Divisione Navale. Promosso Ammiraglio di Squadra il 15 febbraio 1977 fu posto in ausiliaria per limiti di età; morì a Roma il 1° dicembre 1987..

 
 

 
 

 
 

 
 

 
 

  

25 mar 2010


Con la cancellazione del Slave Trade Act ,l'Inghilterra abolisce la schiavitù e la tratta dei neri.

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giovedi' 25 marzo



1807 – La prima nazione europea a proclamare l'abolizione della tratta degli schiavi e a impegnarsi nel riconoscimento dei diritti degli ex schiavi

24 mar 2010





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24 Marzo 1944 - FOSSE ARDEATINE Che insegnamento ci resta.

contributo inviato da pdportuense il 24 marzo 2009

65 anni fa in una giornata di primavera soleggiata, le truppe di occupazione naziste, pazze di rabbia per l'azione di guerra di Via Rasella in cui i GAP di Roma avevano colpito un reparto di SS uccidendo 33 soldati, si macchiarono di una delle più feroci stragi compiute durante la II guerra mondiale. 335 italiani, in larga parte già detenuti nelle carceri romane e nel carcere della gestapo di Via Tasso, luogo di tortura per gli oppositori e per i nemici dei nazifascisti, furono prelevati e con la scusa di essere trasferiti, condotti con i camion militari alla periferia di Roma nella zona delle cave di pozzolana di Via Ardeatina. Qui per un'intera giornata a piccoli gruppi le vittime furono accompagnate all'interno della cava e assassinate con un colpo di pistola alla nuca. Quando l'eccidio fu compiuto, ricoperti di pece i cadaveri, furono fatte saltare con la dinamite le camere caveali cercando di nascondere l'orrore per sempre. Già il giorno successivo il fetore dei cadaveri era insopportabile ed i tedeschi fecero brillare altre mine. Il 26 Marzo alcuni cominciarono a scavare sfidando i divieti dei nazisti e 13 sacerdoti pregarono sul luogo dell'eccidio. Uno di loro si recò in Vaticano e riferì l'accaduto a Monsignor Montini, futuro Paolo VI, ma dal Papa nessun commento ufficiale. Questa la ricostruzione storica senza il racconto dell'attentato di Via Rasella, senza la lista degli assassini nazisti e dei vili fascisti come il questore Caruso che consegnò 50 partigiani a Kappler. 
Ma chi erano le vittime? Spesso rappresentati senza volto con il termine generico di martiri, di loro perdiamo il senso di prossimità, di vicinanza. I 335 uomini delle Fosse Ardeatine erano padri, figli, fratelli, uomini come noi che ci danno la dimensione di quello che può accadere quando la società sottovaluta i fenomeni di intolleranza politica e razziale. La deriva non ci consente quasi mai di vedere l'epilogo. Per questa ragione vogliamo raccontare delle vittime senza generalizzazioni. Bisogna ricordare che tra loro ci sono 39 Ufficiali, sottofficiali e soldati che aderirono a Resistenza Militare, un'organizzazione che raccoglieva i militari che dopo l'8 Settembre del '43 non aderirono alla Repubblica di Salò, non fuggirono ma scelsero la lotta alla tirannia nazifascista. 52 vittime appartenevano al Partito d'Azione Giustizia e Libertà. 68 Vittime militavano nella formazione Bandiera Rossa un gruppo trotskista al di fuori del CNL. 75 Vittime erano di religione ebrea. La metà delle vittime erano partigiani detenuti. Oggi li vogliamo ricordare così lontani dalle cerimonie ufficiali, lontani dalla retorica, pensando alle loro famiglie alle quali furono strappati per sempre, a vedove che vissero senza il loro uomo accanto, ai figli cresciuti con la foto di un eroe sul comodino ma che avrebbero preferito un padre che li avesse accarezzati.

La Lista delle Vittime delle Fosse Ardeatine suddivise tra i diversi gruppi dei quali facevano parte al momento in cui furono inserite nell'elenco oggetto della rappresaglia:

a)154 persone a disposizione dell'Aussen-Kommando sono inchiesta di polizia:

1) AGNINI FERDINANDO -fu Gaetano e di Longo Giuseppina - nato a Catania il 24/8/1924 - studente in medicina - arrestato il 24/2/1944 appartenente al Partito Comunista Italiano.
2) AYROLDI ANTONIO -fu Vito e di Dell'Edera Erniera- nato a Ostuni il 10/9/1906
- Maggiore R.E. - arrestato il 2/3/1944 appartenente al Fronte Militare.
3) ALBANESE TEODATO -fu Francesco e Labia Carmela - nato a Cerignola il 7/6/1904- avvocato- arrestato il 27/1/1944 appartenente al Movimento Unione Nazionale.
4) AMORETTI IVANOE - fu Augusto e di Delbecchi Antonietta - nato ad Imperia il 12/11/1900- S.Ten. in S.P.E. -appartenente alla Banda dell'Arco di Travertino
5) ANGELAI ALDO - fu Albino e di Mauri Giga - nato a Roma il 26/12/1917 - macellaio - arrestato il 21/2/1944 - appartenente alla Brigata Matteotti (Partito Socialista Italiano).
6) ANGELI VIRGILIO - fu Guglielmo e di Chinazzo Giovanna - nato a Grossen-daerdorf - pittore - arrestato il 24/12/1943.
7) ANGELINI PAOLO - di Francesco e di Pierotti Clarissa - nato a Castelnuovo Garfagnana il 9/7/1909 - autista - arrestato il 13/3/1944 appartenente al Partito Comunista Italiano.
8) ANGELUCCI GIOVANNI - fu Enrico e di Festuccia Ines - nato a Roma il 24/8/1924 - macellaio - arrestato il 21/2/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
9) ARTALE VITO - fu Antonino e Amedei M. Anna - nato a Palermo I'1/3/1882- Ten. Gen. Artiglieria - arrestato il 9/12/1943.
10) AVERSA RAFFAELE -fu Alfonso e di Aquino Mariangela-nato a Labico il 2/9/1906 - Capitano R.R.C.C. - arrestato il 23/1/1944 - appartenente alla Banda Caruso.
11) AVOLIO CARLO - fu Federico e Maltese Francesca - nato a Siracusa il 14/9/1895 - impiegato (S.A.I.B.) - arrestato il 28/1/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
12) AZZARITA MANFREDI - di Leonardo e De di Prà Luigia - nato a Venezia il 19/7/1912 - capitano di Cavalleria in S.S.M. - arrestato il 18/3/1944 - appartenente alla Banda Militare "Enrico".
13) BALLINA GIOVANNI - nato a Roma il 21/10/1905 - contadino - arrestato il 27/2/1944 -appartenente al C.L.N..
14) BANZI ALDO - fu Vincenzo e di Manzatti Elisa - nato a Roma il 23/2/1921 -impiegato - arrestato il 6/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
15) BERNARDINI SECONDO - fu Giacomo e Bianchi Maddalena - nato a Piso-niano il 12/5/1908 -commerciante- arrestato il 2/2/1944 -appartenente al Partito Democratico Cristiano.
16) BERNARDINI TITO - fu Giovanni e di Bassetta Argentina - nato a Orte il 24/4/1898 - magazziniere - arrestato il 7/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Italiano.
17) BOLGIA MICHELE - fu Angelo e Giovani Rosa - nato a Roma il 14/3/1894 -ferroviere - arrestato il 14/3/1944 - appartenente al Partito Socialista Italiano.
18) BRUNO DI BELMONTE LUIGI - di Franco e di Grippo Maria - nato a Napoli il 24/10/1910 - proprietario - arrestato il 10/12/1943.
19) BUTERA GAETANO - di Giuseppe e D'Amico Maria - nato a Riesi l'11/9/1924
- pittore - arrestato il 15/2/1944 - appartenente al Fronte Militare Clandestino.
20) BUTTICE LEONARDO- di Pietro e Sciarrocca Giuseppe - nato a Siculiana (Agrigento) il 2/2/1921 - meccanico - arrestato il 15/2/1944 - appartenente alla Brigata Matteotti.
21) CALDERARI GIUSEPPE - fu Bernardino e Mosca Maria - nato a Nespolo (Rie-ti) il 27/3/1909 - contadino e soldato - arrestato nel settembre 1943 - formazione Isolato.
22) CAMISOTTI CARLO - di Albino e fu Mantovani Maria - nato a Corbola (Rovi-go) l'11/5/1902 - asfaltista - arrestato il 13/3/1944 - appartenente alla Brigata Garibaldi.
23) CAMPANILE SILVIO - fu Enrico e di Ciravegna M. Enrica - nato a Roma il 24/6/1905 -commerciante - arrestato il 26/1/1944 - appartenente al Partito Socialista Gruppo Martini.
24) CANTALAMESSA RENATO - fu Gustavo e Bigi Maria - nato a Roma il 27/9/1903 - falegname - arrestato il 14/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Brigata Garibaldi.
25) CAPEGGI ALFREDO - fu G. Battista e di Pazzaglini Giusta - nato a Roma l'11/12/1924 - meccanico - arrestato il 29/12/1943 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia -Bandiera Rossa
26) CAPOZIO OTTAVIO - fu Giovanni e di D'Arpino Antonia - nato a Roma il 20/9/1922 - impiegato postale - arrestato il 12/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
27) CAROLA FEDERIGO - di Orazio e di Bazzichelli Agnese - nato a Lecce l'11/10/1912 - capitano Aviazione - arrestato il 12/1/1944 - appartenente al Fronte Militare Clandestino.
28) CAROLA MARIO - di Orazio e di Bazzichelli Agnese - nato a Gaeta I'8/5/1917- capitano di fanteria - arrestato il 12/1/1944 - appartenente al Fronte Militare Clandestino.
29) CASADEI ANDREA - fu Salvatore e di Cecchini Augusta - nato a Roma il 30/11/1912 - falegname - arrestato il 16/3/1944.
30) CELAMI GIUSEPPE - fu Giovanni e di Scaparro Adelaide - nato a Roma il 28/8/1901 - ispettore capo dei servizi annonari - arrestato il 26/1/1944 - appartenente all'Unione Nazionale.
31) CHECCHI EDIGIO - fu Egidio e Cagnone Annunziata - nato a Gallarate il 29/7/1892 - meccanico - arrestato il 14/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Brigata Garibaldi.
32) CHIESA ROMUALDO - di Angelo e di Polvani Lina - nato a Roma l'1/9/1922- studente - arrestato il 23/2/1944 - Cattolico Comunista.
33) CHIRICOZZI ALDO FRANCESCO - di Rinaldo e di Pochetti Maria - nato a Civitavecchia il 12/9/1925 - impiegato - arrestato il 21/2/1944.
34) CIAVARELLA FRANCESCO - di Nicola e di Martini Giulia - nato a Pistoia il 7/1/1917 - marinaio - arrestato il 21/2/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
35) CIBEI DUILIO - di Vincenzo e di Silvano Teresa - nato a Roma l'8/1/1929 - falegname - arrestato il 7/2/1944 - appartenente al Partito d'Azione.
36) CIBEI GINO - di Vincenzo e di Silvano Teresa - nato a Roma il 13/5/1924 -meccanico - arrestato il 7/2/1944 - appartenente al Partito d'Azione.
37) CINELLI FRANCESCO - fu Domenico e di Vannucci Prudenza - nato a Roma il 26/2/1899 - impiegato - arrestato il 22/3/1944 appartenente al C.L.N..
38 CINELLI GIUSEPPE - fu Domenico e di Vannucci Prudenza - nato a Roma il 17/1/1902 - operaio ai mercati generali - arrestato il 22/3/1944 appartenente al Partito Comunista Brigata Garibaldi.
39) COCCO PASQUALE - fu Antonio Ignazio - nato a Sedilo (CA) il 5/1/1920 - studente.
40) CONTI GIORGIO - fu Cesare Ricchi e fu Quarti Cristina - nato a Roma il17/5/1902 - ingegnere - appartenente al C.L.N..
41 ) CORSI ORAZIO-di Tommaso e fu Calcinai Giuditta- nato a Roma il 23/11 /1891- falegname - arrestato il 13/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Brigata Garibaldi.
42) COSTANZI GUIDO - di Giuseppe e di Ludovici Maria - nato a Chieti il 5/4/1914 impiegato - arrestato il 16/2/1944 - appartenente al Fronte Militare Clandestino Banda Fulvi.
43) D'AMICO GIUSEPPE - di Amedeo e di Morelli Maria Anna - nato a Genazza-no il 4/4/1904 - impiegato - arrestato il 24/11/1943 - appartenente al Partito Comunista Banda Genazzano.
44) D'ANDREA MARIO - di Antonio e di Moretti Virginia - nato a Roma il 22/1/1912 - ferroviere - arrestato il 13/3/1944 - appartenente al Partito d'Azione.
45) D'ASPRO ARTURO - fu Francesco e Crecchie Maria - nato a Chieti il 3/2/1884
- ragioniere - arrestato il 17/1/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
46) DE ANGELIS GERARDO - fu Modestino e di Padovani Alfonsina - nato a Tau-rasio il 18/4/1894 - regista cinematografico - arrestato il 10/12/1943 - appartenente al Centro Informativo Resistenza.
47) DE CAROLIS UGO - fu Federico e di Fassataro Beatrice - nato a Galvano (Na) il 18/3/1899- Maggiore RR.CC. -arrestato il 23/1/1944-appartenente al Fronte Militare Banda Caruso.
48) DE GRENET FILIPPO- di Carlo e di Ricciardi Teresa- nato a Napoli il 10/10/1904 - impiegato - arrestato il 25/1/1944 - appartenente al Fronte Militare.
49) DE NICOLÒ GASTONE - di Giuseppe e di Porcarelli Milena - nato a Roma il 23/9/1925 - studente - arrestato il 12/3/1944 - appartenente al Partito Socialista Brigata Matteotti.
50) DIOCIAJUTI PIER DOMENICO - fu Cesare e di Vannisanti Felicetta - nato a Padova il 10/5/1879 - commerciante - appartenente al Partito d'Azione.
51) DI SALVO GIOACCHINO - fu Biagio e Mannella Vittoria - nato a Napoli il 3/2/1914 - impiegato - arrestato il 2/3/1944 - appartenente al Partito Democratico del Lavoro.
52) DRUCKER SALOMONE - fu Aronne e di Scheindl Rietcher - nato a Leopoli l'11/1/1905 - pellicciaio - arrestato il 27/2/1944 - appartenente al Partito Socialista Polacco.
53) ELENA FERNANDO - di Fausto e di Brigindi Vittoria - nato a Roma il 22/6/1919 - artista - arrestato il 22/2/1944 - appartenente al Partito Socialista.
54) ERCOLANI GIORGIO - di Èrcole e di Tassinari Alessandra - nato a Roma nel 1908 - Ten. Col. R.E. - arrestato il 23/1/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
56) ÈRCOLI ALDO - fu Angelo e Cimini Leonina - nato a Roma il 7/5/1916 - pittore - arrestato il 12/1/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
56) FABRINI ANTONIO - di Giuseppe e fu Savati Anna - nato a Zagarolo il 21/2/1900- stagnino- arrestato il 13/3/1944- appartenente al C.L.N..
57) FANTACONE ALBERTO - di Armando e di Nunnerico Giuseppina - nato a Roma il 25/9/1916 - dottore in legge - arrestato il 28/1/1944 - Partito d'Azione Banda Neri.
58) FANTINI VITTORIO - fu Umberto e di Filippucci Giulia - nato a Roma il 10/11/1918 - farmacista -arrestato il 16/3/1944 -appartenente al Partito Comunista Italiano.
59) FELICIOLI MARIO - fu Carlo e Landi Isolina - nato a Roma il 20/10/1901 -elettrotecnico - arrestato il 30/10/1943 rilasciato dopo 16 giorni e riarrestato il 16/3/1944 - appartenente al Partito Comunista.
60) FENULLI DARDANO - fu Saverio e di Ferrari Celeste - nato a Reggio Emilia il 3/8/1889 - Generale di Brigata - arrestato nel gennaio del 1944 - appartenente al Fronte Militare.
61) FIANAMONTI LORETO - fu Paolo e di Valeri Anna - nato a Nespolo (Ri) il 20/12/1900 - commerciante - arrestato l'1/3/1944 - appartenente al C.L.N. formazione Gran Sasso.
62) FINZI ALDO - fu Emanuele e Roggia Rosa - nato a Legnano il 20/4/1891 -agricoltore - arrestato il 28/2/1944 - appartenente al Partito Democratico del Lavoro Banda De Rubeis.
63) FIORENTINI VALERIO - di Castone e di Strabioli Fausta - nato a Roma il 3/10/1918 - autista meccanico - arrestato il 14/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Brigata Garibaldi.
64) POCHETTI ANGELO - fu Francesco e Cecchini Maria - nato a Vignanello il 2/12/1915 - impiegato - arrestato il 21/2/1944 - appartenente al Gruppo Volontari Libertà.
65) FORTE GAETANO - di Gennaro e fu Mantone Vincenza - nato a Napoli il 14/10/1919 - carabiniere - arrestato il 2/3/1944 - appartenente al Fronte Militare Banda Caruso,
66) FRASCA PAOLO - fu Fortunato e di De Franco Teresa - nato a Gerace Superiore il 18/5/1898 - impiegato - appartenente al C.L.N .
67) FRIGNANI GIOVANNI - fu Angelo e di Savini Eugenia - nato a Ravenna l'8/4/1897-Ten. Col. CC.RR. -arrestatoi! 23/1/1944- appartenente al Fronte Militare Banda Caruso.
68) CALAFATI ANGELO - di Giuseppe e fu Pettinelli Maria - nato a Civitella d'Agliano il 31/8/1897 - pontarolo - arrestato il 13/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
69) GELSOMINI MANLIO - di Ugo e di Notaci Sparta - nato a Roma il 7/11/1907- medico - arrestato il 13/1/1944 - appartenente al Fronte Militare Formazione Monte Soratte.
70) GIACCHINI ALBERTO - di Remigio - nato a Roma il 13/12/1907 - Assicuratore - arrestato il 17/1/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia- Bandiera Rossa.
71) GIORDANO CALCEDONIO - di Gaspare e di Di Pisa Maria - nato a Palermo l'11/7/1916-corazziere-arrestato il 14/2/1944- appartenente al Fronte Militare Banda Caruso.
72) GIORGI GIORGIO - di Giuseppe ed Andreani Alma - nato a S. Agata Feltria (Pesaro) - ragioniere - arrestato il 10/12/1943 - appartenente al Partito D'Azione.
73) GIORGINI RENZO-fu Ettore e Clantanelli Veronica- nato a Roma l'11/4/1887
- industriale - arrestato il 16/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Brigata Garibaldi.
74) GIUSTINIANI ANTONIO - nato ad Amatrice l'1/10/1901 - cameriere - arrestato il 24/2/1944 - appartenente al Partito Comunista.
75) GORGOLINI GIORGIO - di Guido e Sabatini Nella - nato a Pesare il 10/9/1923 - ragioniere - arrestato il 20/2/1944 - appartenente al Fronte Militare Formazione Antidecima.
76) GORI CASTONE - di Alberto e Tura Giovanna - nato a Roma il 28/7/1913-muratore - arrestato il 15/2/1944 - appartenente al Partito Socialista Brigata Matteotti.
77) GRANI UMBERTO - fu Augusto e di Tarante Concetta - nato a Roma l'8/5/l 897
- Ten. Col. Aeronautica - arrestato il 5/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
78) HAIPEL MARIO - di Mario e Parenzan Antonietta - nato a Trieste il 16/5/1911 - Maresciallo R.E. - arrestato il 17/3/1944 - appartenente al Fronte Militare Banda Fossi.
79) IAFORTE DOMENICO - fu Antonio e Di Pede Restituita - nato a Sora il 15/11/1893 - calzolaio - arrestato il 15/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Brigata Garibaldi.
80) KERESZTI SANDOR - fu Alessandro e di Gergely Barbara - nato a Budapest il 13/8/1914 - ufficiale - arrestato il 21/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
81) LA ROSA SALVATORE
82) LEONARDI ORNELLO - di Sabatino e Catà Bianca - nato a Roma H/1/1926 -commesso - arrestato il 12/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
83) LIBERI EPIDEMIO - fu Gaetano e di Delfini Teresa - nato a Popoli (Pesaro) il 16/7/1920 - industriale - arrestato il 19/12/1943 - appartenente al Partito D'Azione.
84) LIDONNICI AMEDEO - di Stefano e Forte Assunta - nato a Napoli il 17/2/1918
- industriale - arrestato il 2/3/1944 - appartenente al Fronte Militare Banda Finzi.
85) LO PRESTI GIUSEPPE-di Antonio e Marchetti Augusta-nato a Roma il 31/5/1919 - avvocato - arrestato il 13/3/1944 - appartenente al Partito Socialista.
86) LORDI ROBERTO - fu Gregorio e di D'Antona Resina - nato a Napoli l'11/4/1894 - Gen. A.A. riserva - arrestato il 17/1 /1944 - appartenente al Fronte Militare.
87) LUCARELLI ARMANDO -di Pietro e fu Politi Elisabetta -nato a Roma l'1/1/1920 - tipografo - arrestato il 5/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
88) LUNA CAVINO - fu Pietro e Ave Maria Maddalena - nato a Padria (Sassari) l'11/4/1895 - impiegato R.P. - arrestato il 26/2/1944 - appartenente al C.L.N..
89) LUNGARO PIETRO ERMELINDO - fu Alberto e di Caltagirone Vita - nato a Trapani l'1/6/1910 - Sottufficiale P.S. - arrestato il 7/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
90) LUSENA UMBERTO - di Leonardo e Giuliani Susanna - nato a Livorno il 20/9/1904 - Maggiore R.E. - arrestato il 10/1/1944 - appartenente al Fronte Militare.
91) MAGGINI ALFREDO.
92) MAGRI MARIO - fu Ugo e di Magri Adele - nato ad Arezzo nel 1896 - Capitano d'Artiglieria - arrestato il 26/1/1944 - appartenente al Fronte Militare.
93) MANCA CANDIDO - fu Annibale e di Zucca Maria - nato a Dolianova (Ca) il 31/1/1907 - Brig. RR.CC. - arrestato il 10/12/1943 - appartenente al Fronte Militare.
94) MARCHESI ALBERTO - fu Nazzareno e Manenti Costanza - nato a Roma il 22/9/1900 - commerciante - arrestato il 12/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Brigata Garibaldi.
95) MARCHETTI DUILIO-di anni 24 soldato ed autista.
96) MARGIONI ANTONIO - fu Giuseppe e di Galimberto Margherita - nato a Civitavecchia il 19/12/1900 - falegname - arrestato il 12/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia -Bandiera Rossa.
97) MARIMPIETRI VITTORIO - di Grazio e Pompei Maria - nato ad Avezzano il 30/9/1917 - impiegato - arrestato il 10/12/1943 - appartenente al Partito D'Azione.
98) MARTELLA ANGELO - fu Attilio - nato a Capranica il 10/10/1908.
99) MARTELLI CASTALDI SABATO - fu Sabato e Martelli Argia - nato a Cava dei Tirreni il 19/8/1896 - Gen. R.A. - arrestato il 17/1/1944 - appartenente al Fronte Militare.
100) MARTINI PLACIDO - fu Michele e Romanelli Maria - nato a Montecompatri il 7/5/1879 - avvocato - arrestato il 26/1/1944 - appartenente all'Unione Nazionale Fronte Militare.
101) MOCCI SISINNIO - fu Giuseppe e di Piras Barbara - nato a Villacidro il 31/12/1903 - arrestato il 28/2/1944 - appartenente al Partito Comunista Italiano.
102) MONTEZEMOLO GIUSEPPE - fu Demetrio e Dezza Luisa - nato a Roma il 26/5/1901 - Col. RR.CC. - arrestato il 25/1/1944 - appartenente al Fronte Militare Clandestino.
103) MONTI REMO.
104) MOSCA ALFREDO - fu Francesco e Mondei Giovanna - nato a Roma il 19/12/1890 - elettrotecnico - arrestato il 16/3/1944 - appartenente al Partito Socialista.
105) MOSCIATTI CARLO - fu Luigi e di Antonelli Fosca - nato a Metelica (Macerata) nel 1924 - impiegato - arrestato il 13/3/1944 - appartenente al Partito Socialista.
106) NAPOLEONE AGOSTINO - fu Giuseppe e Ferralasco Carolina - nato a Cagliari il 14/9/1918 - S.Ten. Vascello - arrestato il 15/3/1944 - appartenente al Fronte Militare Clandestino (Marina).
107) NATILI CELESTINO - fu Mariano e di Natili Lucia - nato a Roma il 18/7/1920 - commerciante - arrestato il 21/3/1944 - appartenente al Partito Socialista.
108) NATILI MARIANO - fu Celestino e di Tommaso Settimia - nato a Amatrice il 18/5/1887 - commerciante - arrestato il 12/2/1944 - appartenente al Partito Socialista.
109) NINCI SESTILIO - fu Bernardo e di Ferrari Maria - nato a Cecina il 16/4/1895 - tramviere - arrestato il 12/3/1944 - appartenente al Partito Socialista.
110) ORLANDI POSTI ORLANDO - fu Luigi e di Servoli Matilde - nato a Roma il 14/3/1926 - studente - arestato il 3/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
111) PARTITI MICHELE.
112) PASQUALUCCI ALFREDO - fu Giovanni e di Monteromano Antonia - nato a Borbona (Rieti) il 27/8/1903 - calzolaio - arrestato il 22/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
113) PASSARELLA MARIO - fu Alfonso e di Cavallaro Italia - nato ad Adria (Rovigo) il 25/2/1905 - falegname - arrestato il 13/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia -Bandiera Rossa.
114) PENSUTI RENZO - di Angelo e Venditozzi Concetta - nato a Roma il 3/7/1918
- studente - arrestato il 21/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
115) PEPICELLI FRANCESCO - di Giuseppe e fu Testa Maria - nato a S. Angelo a Cupolo il 19/5/1906 - Maresciallo RR.CC. - arrestato il 18/3/1944 - appartenente al Fronte Militare Banda Caruso.
116) PETTORINI AMBROGIO - fu Giuliano e di Divitorio Maria - nato a Ferentino il 17/8/1895 - agricoltore - arrestato il 27/2/1944 - appartenente alla Banda Supino.
117) PIASCO RENZO - di Paolo e Pennazzi Annita - natoa Roma il 13/6/1925 - ferroviere - arrestato il 3/2/1944 - appartente al Movimento Comunista d'Italia- Bandiera Rossa.
118) PIERANTONI LUIGI - di Amedeo e Soffredini Giuseppina - nato a Intra (Nò-vara) il 2/12/1905 - medico - arrestato il 7/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
119) PIROZZI VINCENZO - di Amedeo e Palladino Vincenza - nato a Pomigliano d'Arco il 6/2/1918 - ragioniere - arrestato il 1/2/1944.
120) PISTONESI ANTONIO - fu Antonio e di Falaschetti Caterina - nato a Roma il 9/2/1925 - cameriere - arrestato il 2/2/1944 - appartenente al Partito Comunista Italiano.
121 ) PITRELLI ROSARIO - fu Giuseppe e di Buffalini Giovanna - nato a Caltagiro-ne il 17/11/1917 - meccanico - arrestato il 28/1/1944 - appartenente al Partito Comunista Italiano.
122) POLLI DOMENICO - fu Feliciano e di Rubini Pastora - nato a Lussemburgo l'1/1/1908 - costruttore edile - arrestato il 12/3/1944 - appartenente al C.L.N..
123) PORTIERI ALESSANDRO - di Luigi e Laurenti Santa - nato a Roma il 17/7/1924 - meccanico - arrestato il 14/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Italiano.
124) PORTINARI ERMINIO -fu Michele e di Ricci Caterina - nato a Ancona il 2/12/1913 -geometra - arrestato il 14/2/1944 - appartenente al Fronte Militare.
125) PRIMAVERA PIETRO - di Enea e Biondi Elisa - nato a Roma il 15/1/1925 - impiegato-arrestato il 6/3/1944 - Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
126) RAFFAELI BENIAMINO - fu Mariano e Conti Filomena - nato a Castelpiano il 15/7/1904 - carpentiere - arrestato il 1/12/1943 - appartenente Partito Comunista Italiano.
127) RAMPOLLA GIOVANNI - di Michelangelo e Lembo Antonia - nato a Patti (Messina) il 16/6/1894 - Ten. Colonnello - arrestato il 22 o 28/1/1944 - appartenente al Fronte Militare.
128) RENZINI AUGUSTO - fu Vincenzo e Buratti Marianna - nato a Nocera Umbra il 22/4/1898- carabiniere -arrestato il 12/1/1944- appartenente al Fronte Militare.
129) RICCI DOMENICO - di Felice e Frasacco Filomena - nato a Paliano il 9/1/1913
- impiegato - arrestato il 12/1/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
130) RINDONE NUNZIO - di Antonio e Buscemi Carmela - nato Leonforte il 29/1/1913 - pastore - arrestato tra la fine del dicembre 1943 e l'inizio del gennaio 1944 - appartenente alla formazione "Isolato".
131) ROAZZI ANTONIO - di Michele e Sette Maria Teresa - nato a Serrone (Frosinone) il 17/2/1898 - autista - arrestato il 23/4/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia -Bandiera Rossa.
132) ROMAGNOLI GOFFREDO - fu Umberto e di Angelucci Zelmira - nato a Roma il 5/1/1925 - ferroviere - arrestato il 15/2/1944 - appartenente al Partito Socialista Italiano (Brigata Matteotti).
133) RONCACCI GIULIO - fu Antonio e di De Angeli Giacinta - nato a Roma il 30/8/1894 - commerciante - appartenente al Movimento Comunista d'Italia- Bandiera Rossa.
134) SALVATORI GIOVANNI - fu Salvatore e Nannarelli Maddalena - nato a Città della Pieve il 24/6/1895 - impiegato - arrestato il 12/3/1944 - appartenente al Partito Socialista Italiano "Brigata Matteotti".
135) SANSOLINI ADOLFO - di Èrcole e Di Renzo Sofia - nato a Roma il 16/12/1905- commerciante - arrestato il 15/3/1944 - appartenente al Partito Socialista Italiano "Brigata Matteotti".
136) SANSOLINI ALFREDO - di Èrcole e Di Renzo Sofia - nato a Roma il 18/10/1897- commerciante - arrestato il 15/3/1944 - appartenente al Partito Socialista Italiano "Brigata Matteotti".
137) SCATTONI UMBERTO - fu Giuseppe e Nori Rosa - nato a Roma il 20/8/1901- pittore - arrestato il 30/1/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
138) SEMINI FIORENZO - fu Antonio e di Semini Lucia - nato a Genova il 24/4/1920- S. Ten. Vascello - arrestato il 15/3/1944 - appartenente al Fronte Militare.
139) SENESI GIOVANNI - di Flaminio e Cappelletti Maria - nato a Roma il 20/10/1924-esattore Ist. Assicurazioni -arrestato il 17/1/1944- appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
140) SERGI GERARDO - di Salvatore e Puddu Antonia - nato a Portoscuso (Cagliari) il 25/3/1918- S. Ten. CC.RR.- appartenente al Fronte Militare.
141) SIMONI SIMONE - fu Antonio e Simoni Rosa - nato a Patrica (Frosinone) il 24/12/1880 - Generale di Divisione arrestato il 22/1/1944 - appartenente al Fronte Militare.
142) SPUNTICCIA ANTONIO - fu Domenico e di Franzelletti Francesca - nato a Roma il 26/3/1890 - meccanico - arrestato il 23/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia- Bandiera Rossa.
143) TALAMO MANFREDI - fu Francesco e di Cappelli Semira - nato a Castel-lammare di Stabia il 2/1/1895 - Ten. Col. RR.CC - arrestato il 5/10/1943 - ap-. partenente al Fronte Militare.
144) TAPPARELLI MARIO - fu Pietro e di Zannoni Clementina - nato a Vicenza il23/1/1891 - commerciante - arrestato il 22/1/1944 - appartente al Partito D'Azione. 145) TESTA SETTIMIO - fu Michelangelo e di Di lorio Teresa - nato a Roccadevandro (Napoli) il 3/3/1911 - contadino - arrestato il 20/1/1944 - appartenente al Partito Comunista Italiano.
146) UGOLINI NINO - di Demetrio - nato a Bologna di anni 25 - elettromeccanico-S. Ten. Aeronautica - arrestato il 4/2/1944 - appartenente al Fronte Militare.
147) UNGHETTI ANTONIO - nato a Roma il 22/2/1906 - manovale.
148) VERCILLO GIOVANNI - fu Luigi e di Riso Teresa - nato a Catanzaro l'11 /10/1908 - impiegato - arrestato il 18/3/1944 - appartenente al Fronte Militare (Banda Fossi).
149) VILLORESI RENATO - fu Lorenzo e Tedeschi Emma - nato a Roma il 13/2/1917- capitano d'artiglieria - arrestato il 18/3/1944 - appartenente al Fronte Militare (Banda Fossi).
150) VIVENZIO GENNARO - fu Francesco e Santaniello Clementina.
151) ZACCAGNINI CARLO -fu Leopoldo e di Bondi Emma- nato a Roma l'1/7/1913- avvocato - arrestato il 25/1 /1944 - appartenente Fronte Militare (Banda Umberto).
152) ZAMBELLI ILARIO - di Pietro e fu Cosentino Teresa - nato a Rio nell'Elba il 9/7/1909 - sottufficiale telegrafista - arrestato il 12/3/1944 - appartenente al Fronte Militare.
153) ZICCONI RAFFAELE - fu Lorenzo e Olla Anna - nato a Sommatino (Caltani-setta) il 13/8/1911 - impiegato - arrestato il 7/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
154) ZIRONI AUGUSTO - di Pietro - nato il 20/6/1920 - S.T. Vascello - arrestato il 19/3/1944 - appartenente al Fronte Militare.

b) 23 persone a disposizione del Feldgericht (Tribunale Militare Tedesco - in attesa di giudizio):

1 ) BONANNI LUIGI - fu Angelo e Fedeli Angela - nato a Camerata Nuova (Roma) il 10/3/1910 - autista - arrestato il 23/2/1944 - appartenente al Partito Comunista.
2) CANACCI ILARIO - di Canacci Rina - nato a Roma il 12/2/1927 - cameriere -arrestato il 20/2/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia -Bandiera Rossa.
3) CARACCIOLO EMANUELE - di Michele e Alemanni Antonietta - nato a Tripoli il 23/8/1912 - tecnico cinematografico - arrestato il 21/2/1944 - appartenente al Partito Comunista.
4) CERRONI ORESTE - fu Gaspare e Scaloni Annunziata - nato a Roma il 16/9/1874 - tipografo - arrestato il 5/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
5) DE SIMONI FIDARDO - fu Luigi e di Pagneti Teresa - nato ad Acqualagna (Pesaro) il 18/5/1898 - operaio - arrestato il 17/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia -Bandiera Rossa.
6) DURANTI LIDO - di lacopo e Savieri Amelia - nato a Castelfranco di Sotto il 7/4/1919 - operaio - arrestato il 27/2/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
7) FINOCCHIARO ARNALDO - di Luigi e Masuero Maria - nato a Torino il 26/7/1921 - elettricista - appartenente al Partito Comunista.
8) FIORINI FIORINO - fu Angelo e Tiberi Ginevra - nato a Poggio Nativo il 22/9/1880 - maestro di musica - arrestato il 5/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
9) FONTANA GENSERICO - di Luigi e Giuganino Carolina - nato a Roma il 26/1/1918- avvocato Ten. CC.RR. - arrestato il 10/12/1943 - appartenente al Fronte Militare.
10) CAVIGLI LUIGI - fu Geremia e Quarri Brigida - nato a Mirandola il 17/2/1902
- impiegato - appartenente al Partito Comunista - Brigata Garibaldi.
11) IALUNA SEBASTIANO - di Agrippino e Salerno Ignazia - nato a Mineo il 10/10/1920 - agricoltore - arrestato il 7/3/1944.
12) MORETTI AUGUSTO - fu Giuseppe e Finotti Matilde - nato a Velletri il 30/1/1905 - contadino - arrestato il 13/3/1944.
13) MORETTI PIO - fu Giuseppe e Finotti Matilde - nato a Velletri nel febbraio del 1903 - contadino - arrestato il 13/3/1944.
14) MORGANO SANTO - fu Antonio - nato a Militello il 30/8/1920 - elettromeccanico.
15) NAVARRA GIUSEPPE - di Giovanni e Perilli Angela Maria - nato a Pizzoli il 29/3/1885 - contadino - arrestato il 17/3/1944.
16) PAPPAGALLO PIETRO - fu Michele e di Guastamacchia Maria - nato a Ter-lizzi il 28/6/1888 - sacerdote - arrestato il 29/1/1944 - appartenente al Comitato di Soccorso Cattolici Comunisti.
17) RENDINA ROBERTO - fu Giuseppe e De Napoli Teresa - nato a Napoli 25/3/1901 -Ten. Col. Artiglieria -arrestato il 29/1/1944-appartenente al Fronte Militare.
18) RIZZO OTTORINO - di Angelo e Guerriero Clementina - nato a Pietrastornina (Av) il 23/12/1899 - Maggiore R.E..
19) ROCCHI FILIPPO - fu Domenico e di Bernardina Elvira - nato a Fara Sabina il 13/2/1909- bracciante- arrestato il 23/12/1943- appartenente al C.L.N..
20) RODRIGUEZ PEREIRA ROMEO - fu Romeo e di Masi Elena - nato a Napoli il 29/11/1918- Ten. CC.RR. -arrestato il 10/12/1943- appartenente al Fronte Militare Banda Caruso.
21) SAVELLI FRANCESCO - fu Sante e Corazzesi Guglielma nato ad Asciano (Si) il 27/9/1890 - ingegnere - arrestato il 5/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
22) TROIANI PIETRO - di Giuseppe e Gentilezza Anna - nato a S. Vito Romano il 16/3/1909 - contadino - arrestato l'8/1/1944.
23) VALESANI OTELLO - di Marino e Ferri Angela - nato a Roma il 14/9/1924 -calzolaio - arrestato il 19/2/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.

c) 3 persone condannate a morte dal Feldgerich che erano in attesa di esecuzione della condanna:

1) GESMUNDO GIOACCHINO - fu Nicola e Vendola Raffaella - nato a Terlizzi (Ba) il 20/11/1908- professore- arrestato il 29/1/1944- appartenente al Partito Comunista Italiano.
2) LUCHETTI CARLO - di Giovanni e Bussi Albina - nato a Roma il 29/7/1890 -idraulico - arrestato il 29/11/1943 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
3) BORDONI MANLIO - di Tullio e Villanova Assunta - nato a Roma il 23/7/1920
- impiegato poste - arrestato il 12/1/1944 - appartenente al Partito D'Azione.

d) 16 persone condannate dal Feldricht a pene detentive, varianti da 1 a 15 anni:

1) BARBIERI SILVIO - fu Giuseppe e di Caldonazzo Silvia - nato a Roma il 31/12/1902 - architetto - arrestato il 6/2/1944 - appartenente al Partito Comunista Brigata Garibaldi.
2) BUCCHI MARCELLO - di Luigi e Parisi Maria Nella - nato a Roma il 18/11/1921- geometra - arrestato il 4/1/1944 - appartenente al Fronte Militare.
3) COZZI ALBERTO - di Giuseppe e Benfanti Maria - nato a Roma il 23/32/1925- meccanico - arrestato il 21/12/1943 - appartenente alla Banda Colleoni.
4) DI PEPPE OTELLO - fu Menotti e Orecchio Antonietta - nato a Chieti il 31 /5/1890- ebanista - arrestato I'1/2/1944 - appartenente al Partito Comunista.
5) COVONI ALADINO - fu Corrado e di Albisetti Teresa - nato a Tamara (Fe) il 17/11/1908 - Capitano dei Granatieri - arrestato il 24/1/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
6) GUIDONI UNICO - fu Guido e di Simoni Pierina - nato a Viterbo il 22/10/1923- studente - arrestato il 24/1/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
7) LOMBARDI EZIO - fu Crispino e di Agnelli Elvira - nato a Sorano (Grosseto) il 19/9/1903 - impiegato - arrestato il 24/1/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
8) LUZI EVERARDO - di Luzi Anna - nato a Roma il 26/11/1919 - meccanico -arrestato il 12/1/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
9) PELLICCIA ULDERICO - di Nazzareno e fu Caponi Angela - nato a Subiaco il 5/5/1905 - carpientiere - arrestato l'1/12/1943 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
10) PISINO ANTONIO - di Antonio e Fitto Angela - nato a Maglie (Lecce) il 25/5/1917 - Ufficiale di Marina - arrestato il 24/1/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa. - Bandiera Rossa.
11) PULA ITALO - fu Benedetto e di Benedetti Maria - nato a Velletri il 4/7/1915- fabbro - arrestato il 12/1/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
12) PULA SPARTACO - fu Benedetto e di Benedetti Maria - nato a Velletri il 25/5/1919 - verniciatore - arrestato il 12/1/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
13) RODELLA BRUNO - fu Mario e di Bignotti Gemma - nato a Guidizzolo il 17/10/1917 - studente - arrestato l'1/1/1944- appartenente al Partito D'Azione.
14) SALEMME FELICE - di Maria - nato a Napoli il 21/4/1921 - studente universitario - arrestato il 12/1/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
15) SILVESTRI SEBASTIANO - di Vincenzo e Colacchi Annunziata - nato a Gen-zano il 26/5/1915 - agricoltore - arrestato l'8/1/1944 - appartenente alla Banda Universale.
16) STAME NICOLA - di Lucio - nato a Foggia l'8/1/1908 - tenore lirico e serg. magg. Aeronautica - arrestato il 24/1/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.

e) 75 persone di origine ebraica:
1) ANTICOLI LAZZARO - di Settimio e Efrati Fortunata - nato a Roma il 7/4/1917- venditore ambulante - arrestato il 24/3/1944.
2) ASTROLOGO CESARE - fu Mosè e di Limentani Perla - nato a Tivoli il 24/5/1902 - lucidatore - arrestato il 15/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
3) BEROLSHEIMER ALDO - nato a Roma il 20/9/1905 - commesso - arrestato il 31/12/1943 rilasciato il 26/1/1944 e riarrestato il 20/3/1944.
4) BLUMSTEIN GIORGIO LEONE - nato a Leopoli nel 1895 - banchiere.
5) CALÒ CESARE.
6) CAVIGLIA ADOLFO - fu Sabato e Citoni Ester - nato a Roma il 5/10/1898 -impiegato - arrestato il 9/3/1944.
7) COEN SAVERIO - di Pellegrino Enrico e Bondì Sara - nato a Roma il 5/10/1910- commerciante - arrestato il 22/2/1944 - appartenente al Fronte Militare.
8) DELLA TORRE ODOARDO - fu Cesare e Aruch Virginia- nato a Livorno il 24/2/1894 - avvocato - arrestato il 18/3/1944 - appartenente al Partito Comunista.
9) DEL MONTE GIUSEPPE - di Prospero e di Funari Ester - nato a Roma il 22/11/1904 - impiegato - arrestato il 7/3/1944 - appartenente al C.L.N..
10) DI CAPUA ZACCARIA - di Amadio e Sed Gioia - nato a Roma 112/4/1899 - autista - arrestato il 15/3/1944.
11) DI CASTRO ANGELO - di Giovanni e Cori Colomba - nato a Roma il 22/12/1917- commesso - arrestato il 21/3/1944.
12) DI CONSIGLIO CESARE - fu Mosè e di Moscati Bona - nato a Roma il 7/11/1912 - venditore ambulante - arrestato il 21/3/1944.
13) DI CONSIGLIO FRANCO - fu Salomone e di Tivoli Gemma - nato a Roma il 21/3/1927 - macellaio - arrestato il 21/3/1944.
14) DI CONSIGLIO MARCO - fu Salomone e di Tivoli Gemma - nato a Roma il 15/5/1924 - macellaio - arrestato il 21/3/1944.
15) DI CONSIGLIO MOSÈ - fu Salomone e di Di Veroli Ester - nato a Roma il 25/1/1870 - commerciante - arrestato il 21/3/1944.
16) DI CONSIGLIO SALOMONE-fu Mosè e di Moscato Arabona- nato a Roma il 20/2/1899 - commerciante - arrestato il 21/3/1944.
17) DI CONSIGLIO SANTORO - fu Salomone e di Tivoli Gemma - nato a Roma il 23/9/1925 - macellaio - arrestato il 21/3/1944.
18) DI NEPI ALBERTO- fu Samuele e Sonnino Speranza- nato a Roma il 21/9/1879- commerciante - arrestato il 15/2/1944.
19) DI NEPI SAMUELE - fu Sabato e Sennino Allegra - nato a Milano l'8/2/1908- commerciante - arrestato il 13/3/1944 - appartenente al C.L.N..
20) DI NEPI GIORGIO - fu Ugo Angelo e di Piattelli Ernma - nato a Roma il 23/9/1919 - viaggiatore - arrestato il 22/3/1944 - appartenente al C.L.N..
21) DI NOLA UGO - fu Settimio Sabato e Sestieri Ester - nato a Roma il 12/2/1901- piazzista - arrestato nel febbraio 1944.
22) DI PORTO ANGELO - fu Crescenzio e di Di Segni Rosa - nato a Roma l'1/4/1918 - venditore ambulante - arrestato il 24/3/1944 - appartenente al C.L.N..
23) DI PORTO GIACOMO - fu Mosè e di Di Porto Anna - nato a Roma il 10/4/1890
- venditore ambulante - arrestato il 24/3/1944.
24) DI PORTO GIACOMO - fu Rubino e Sermoneta Giuditta - nato a Roma il 15/12/1895 - venditore ambulante - arrestato il 23/3/1944.
25) DI SEGNI ARMANDO - di Amadio e Di Porto Èva - nato a Roma il 27/6/1913- venditore ambulante - arrestato il 24/3/1944 - appartenente al C.L.N..
26) DI SEGNI PACIFICO - fu Salomone e di Di Porto Regina - nato a Roma il 26/1/1922 - venditore ambulante - arrestato il 23/3/1944.
27) DI VEROLI ATTILIO - fu Michele e Astrologo Sara - nato a Roma il 28/1/1890- commerciante - arrestato il 18/3/1944 - appartenente al C.L.N..
28) DI VEROLI MICHELE - di Attilio e Funaro Costanza - nato a Roma il 3/2/1929- commerciante - arrestato il 18/3/1944 - appartenente al C.N.L..
29) EFRATI MARCO - fu Lazzaro e di Pavoncelle Rosa - nato a Roma il 25/7/1907- commerciante - arrestato il 20/3/1944.
30) FANO GIORGIO -fu Salvatore e fu Scazzocchio Ester- nato a Roma il 4/8/1907- dottore in scienze commerciali - arrestato il 15/3/1944.
31) FATUCCI SABATO AMADIO - fu Angelo e di Pavoncelle Ziviella - nato a Roma il 27/11/1877 - commerciante - arrestato il 22/3/1944.
32) FORNARI RAFFAELE - fu Giacobbe e di Sermoneta Rosa - nato a Roma il 26/11/1904 - venditore ambulante - arrestato il 20/3/1944 - appartenente al C.L.N..
33) FORNARO LEONE-di Giacomo e Pavoncelle Emilia-nato a Roma il 27/7/1921- venditore ambulante - arrestato il 24/3/1944.
34) FRASCATI ANGELO - fu Davide e di Limentani Ester - nato a Roma l'11/11/1887 - commerciante.
35) FUNARO ALBERTO - di Lazzaro e di Di Veroli Allegra - nato a Roma il 27/9/1919- commerciante - arrestato il 23/3/1944.
36) FUNARO MARCO MOSÈ - fu Giuseppe e di Terracina Fortunata - nato a Roma il 15/3/1889 - commerciante - arrestato il 21/3/1944.
37) FUNARO PACIFICO - fu Sabato e Spizzichino Maria - nato a Roma il 13/5/1888 - autista - arrestato il 23/3/1944.
38) FUNARO SETTIMIO-fu Giacomo e di Zarfati Italia-nato a Roma il 17/11/1916- venditore ambulante - arrestato l'8/3/1944.
39) LANDESMANN BORIS - fu Davide e Rosenstein Ida - nato ad Odessa il 2/2/1901 -commerciante.
40) LIMENTANI DAVIDE - fu Sabatino e di Sabatello Rosa - nato a Roma il 27/5/1885 - commerciante - arrestato il 9/3/1944.
41) LIMENTANI GIOVANNI - fu Sabatino e di Sabatello Rosa - nato a Roma il 30/12/1885 - commerciante - arrestato il 9/3/1944.
42) LIMENTANI SETTIMIO - fu Giovanni e di Citoni Silvia - nato a Roma il 27/5/1907 - commerciante - arrestato il 9/3/1944.
43) MARINO ANGELO - fu Mosè e di Moresco Sara - nato a Roma il 9/8/1912 -piazzista - arrestato il 23/3/1944.
44) MENASCI UMBERTO - fu Asriele e Belladonna Clelia - nato a Roma il 10/1/1907 - commerciante - arrestato il 22/3/1944.
45) MIELI CESARE - fu Zefanio e Menasci Perla - nato a Roma il 21/11/1890 -venditore ambulante - arrestato il 22/3/1944 - C.L.N..
46) MIELI MARIO - di Israele Cesare e Zarfati Emilia - nato a Roma il 7/6/1919-commerciante - arrestato il 22/3/1944.
47) MIELI RENATO - di Israele Cesare e Zarfati Emilia - nato a Roma il 18/9/1913- commerciante - arrestato il 22/3/1944.
48) MILANO RAFFAELE - fu Giuseppe e Scazzocchio Guiditta - nato a Sora il 16/1/1896 - viaggiatore di commercio - arrestato il 25/2/1944.
49) MILANO TULLIO - fu Vito e di Pontecorvo Olga - nato a Roma il 20/11/1899- impiegato - arrestato la seconda metà del febbraio 1944.
50) MILANO UGO - fu Vito e di Pontecorvo Olga - nato a Roma il 16/12/1905 -impiegato.
51) MOSCATI EMANUELE - di Cesare e Calò Allegra - nato a Roma il 17/12/1914- venditore ambulante - arrestato il 13/3/1944.
52) MOSCATI PACE - fu Abramo e di Fornari Elisabetta - nato a Roma il 21/5/1899- venditore ambulante - arrestato il 20/3/1944 - appartenente al C.L.N..
53) MOSCATI MARCO.
54) MOSCATI VITO - fu Abramo e di Fornari Elisabetta - nato a Roma il'26/7/1900- elettricista - arrestato il 25/3/1944 - appartenente al C.L.N..
55) PERUGIA ANGELO - fu Salomone e Fatucci Rebecca - nato a Roma il 20/8/1906 - venditore ambulante - arrestato il 4/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
56) PIATTELLI CESARE - fu Mosè e Livoli Luna - nato a Roma il 7/4/1900 - venditore ambulante - arrestato il 24/3/1944 - appartenente al C.L.N..
57) PIATTELLI FRANCO - fu Giacomo e dì Menasci Giuditta - nato a Roma il 22/3/1924 - commesso - arrestato il 22/3/1944 - appartenente al C.L.N..
58) PIATTELLI GIACOMO - fu Ismaele e di Di Nepi Virtuosa - nato a Roma il 18/9/1897 - piazzista - arrestato il 22/3/1944 - appartenente al C.L.N..
59) PIPERNO CLAUDIO - di Abramo e fu Calò Rosa - nato a Roma il 4/7/1923 -commerciante - arrestato il 20/3/1944.
60) REICHER MARIAN.
61) SCIUNNACH DATTILO - fu Donato e di Di Segni Rosa - nato a Roma il 28/7/1880 - commerciante - arrestato l'8/3/1944.
62) SERMONETA BENEDETTO - di Abramo e Della Rocca Costanza - nato a Roma l'11/3/1905 - venditore ambulante - arrestato il 24/3/1944 - appartenente al C.L.N..
63) SOIKE BERNARD.
64) SONNINO ANGELO - fu Pacifico e di Pavoncelle Allegra - nato a Roma il 7/7/1914 - commerciante - arrestato il 21/3/1944 - appartenente al C.L.N..
65) SONNINO GABRIELE - di Giacomo e fu Di Porto Grazia - nato a Roma il 17/6/1909- commesso- arrestato il 24/3/1944- appartenente al C.L.N..
66) SONNINO MOSÈ - di Samuele e di Di Porto Ester - nato a Roma il 22/6/1903- venditore ambulante.
67) SONNINO PACIFICO - fu Angelo e di Limentani Giuditta - nato a Roma il 12/9/1891 -commerciante- arrestato il 4/3/1944- appartenente al C.L.N..
68) TEDESCO CESARE - di Amedeo e Eliseo Fortuna - nato a Roma il 13/2/1919- commesso - arrestato il 3/3/1944.
69) TERRACINA SERGIO - fu Giacomo e Menasci Allegra - nato a Roma il 21/8/1925 - commesso - arrestato il 22/3/1944.
70) TUCHMANN HEINZ ERICH.
71) VIVANTI ANGELO - fu Vitale e Sonnino Sara - nato a Roma il 27/3/1884 - commerciante - arrestato il 25/2/1944.
72) VIVANTI GIACOMO - fu Angelo e di Spizzichino Fortunata - nato a Roma l'11/11/1911 - commerciante - arrestato il 25/2/1944.
73) WALD SCHRA - nato a Berlino.
74) WALD PESACH PAUL - nato a Berlino nel 1921.
75) ZARFATI ALESSANDRO - di Angelo e di Di Porto Ester - nato a Roma l'8/9/1916 - commerciante - arrestato il 19/3/1944.

f)40 persone a disposizione della Questura, fermate per motivi politici:

1) ALBERTELLI PILO - fu Guido e Gabrielli Angelina - nato a Parma il 30/9/1907 - professore di filosofia - arrestato il 19/3/1944- appartenente al Partito D'Azione.
2) ANNARUMI BRUNO - fu Alberto e di Latini Anna - nato a Roma il 30/11/1921- stagnino - arrestato il 3/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
3) BAGLIVO UGO - di Salvatore e Bregoli Luisa - nato ad Alessano il 24/11/1910- avvocato - arrestato il 3/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
4) SENATI NINO - di Eleuterio e Dovalli Melania - nato a Conselice il 9/8/1913 - impiegato - arrestato il 16/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'ltalia - Bandiera Rossa.
5) BENDICENTI DONATO - di Giacinto e Leonetti Adele - nato a Rogliano il l8/10/1907 - avvocato - arrestato il 3/3/1944 - appartenente al Partito Comunista Italiano - Brigata Garibaldi.
6) BERNABEI ELIO - fu Corrado e di Sennini Concetta - nato a Montepulciano (Si) il 29/10/1907 - ingegnere FF.SS. - Ten. Artigliera - arrestato il 3/3/1944 -appartenente al Partito D'Azione.
7) BUCCI BRUNO - fu Umberto e di Brindisi Elena - nato a Roma il 29/9/1920 -disegnatore - Caporal Maggiore del Genio - arrestato il 3/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
8) BUCCI UMBERTO - di Vincenzo e fu Massariello Maria - nato a Lucera (Fg) il 18/6/1892 - impiegato - arrestato il 3/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
9) BUCCIANO FRANCESCO - fu Alfonso e di Zicari Amelia - nato a Castrovillari (Re) il 5/8/1894 - impiegato - arrestato il 21/3/1944 - appartenente al Movimento Comunità d'Italia -Bandiera Rossa.
10) BUSSI ARMANDO - fu Guglielmo e Varola Giselda - nato a Modena il 17/12/1896 - impiegato FF.SS. - arrestato tra il 2 e il 3/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
11) BUTTARONI VITTORIO - di Francesco e Bernardi Filomena - nato a Genzano il 15/10/1905 - autista - arrestato il 4/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
12) CANALIS SALVATORE - fu Raimondo e di Sanna Giovanna Maria - nato a Tuia (Ss) il 14/11/1908 - professore in lettere - arrestato il 14/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
13) DE GIORGIO CARLO - fu Giovanni e di Solinas Antonietta - nato a Roma il 17/10/1909 - impiegato - arrestato il 3/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
14) DE MARCHI RAOUL - fu Gilberto e di Raffaelli Margherita - nato ad Instanbul (Turchia) il 5/7/1915 - impiegato - arrestato il 2/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
15)DE MICCO COSIMO.
16) ELUISI ALDO - fu Romolo e di Marchetti Pasqua - nato a Venezia l'11/9/1898- pittore - arrestato il 2/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
17) FABRI RENATO - fu Luigi e di Miraglia Eugenia Cesira - nato a Vetralla il25/12/1888 - commerciante - arrestato il 2/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
18) FEROLA ENRICO - fu Giovanni e di Libera Teresa - nato a Roma il 30/10/1901- fabbro - arrestato il 19/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
19) FONDI EDMONDO - fu Stefano e Monteferri Maria - nato a Velletri il 3/5/1894- commerciante d'arte - arrestato il 23/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
20) FOSCHI CARLO - fu Giovanni e di Nardini Emma - nato a Roma il 6/11/1892- commerciante - arrestato il 21/3/1944- appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
21) GALLARELLO ANTONIO - fu Giovanni e di Maffei Clementina - nato a S. Giorgio Lamolara (Benevento) - falegname ebanista - arrestato il 3/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
22) GIGLIO MAURIZIO - di Armando e Isnard Anna - nato a Parigi il 20/12/1920- dottore in legge - arrestato il 17/3/1944 - appartenente all'O.S.S. V° Armata.
23) GRIECO ENNIO - di Scipione e Carboni Maria - nato a Roma il 16/2/1915 -elettromeccanico - arrestato il 16/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
24) IMPERIALI COSTANTINO - fu Costantino e Imperiali Luisa - nato a Palom-bara Sabina il 12/5/1908 - rappresentante di vini - arrestato il 22/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
25) INTRECCIALAGLI MARIO - fu Costantino e Mevi Agnese - nato a Monte-compatri il 2/4/1922 - calzolaio - arrestato il 21/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
26) LA VECCHIA GAETANO - fu Pasquale e di Di Giovanni Angela - nato a Barletta il 22/3/1902 - ebanista - arrestato il 4/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
27) LEONELLI CESARE - fu Gregorio e Capuani Rosa - nato a Campagnano (Rm) il 14/8/1906 - avvocato - arrestato il 2/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
28) LOTTI GIUSEPPE - di Savino e Gentili Maria - nato a Andria il 6/3/1903 - stuccatore - arrestato il 3/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
29) MANCINI ENRICO - fu Francesco e Pizzuti Luisa - nato a Ronciglione (Vt) il 12/10/1896 - commerciante - arrestato il 7/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
30) MASTROGIACOMO LUIGI - di Giuseppe e Malizia Giacinta - nato a Ceccano il 16/5/1903 - custode M. Finanza - arrestato il 18/3/1944 - appartenente all'O.S.S. V° Armata.
31) MEDAS GIUSEPPE - fu Ferdinando e Toma Francesca - nato a Narbolia (Ca) il 27/8/1908 - avvocato - arrestato il 3/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
32) NOBILI EDOARDO - fu Giovanni e Caciolini Vittoria - nato a Norcia I'1/2/1894
- meccanico - arrestato il 22/3/1944 - appartenente al Fronte Militare Banda Angeloni.
33) NORMA FERNANDO -di Remolo e Castrichella Lucia -nato a Roma il 6/1/1907- ebanista - arrestato il 3/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
34) OTTAVIANO ARMANDO- di Vitamato e De Lellis Resina- nato a Fresa Gran-dinaria (Ch) il 20/11/1919 - dottore in lettere - arrestato il 22/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia -Bandiera Rossa.
35) PIERLEONI ROMOLO - fu Amedeo e di Vidi Diana - nato a Roma il 21/10/1920 - fabbro - arrestato il 16/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
36) RENZI EGIDIO - di Cleto e fu Meloncelli Rosa - nato a S. Giovanni Marignano (Forlì) il 3/11/1900 - operaio - arrestato il 3/2/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
|37) SACCOTTELLI VINCENZO - fu Domenico e di Fatone Maria - nato ad Andria il 5/6/1897 - falegname - arrestato il 2/3/1944 - appartenente al Partito D'Azione.
38) SEPE GAETANO - fu Angelo e Volpe Grazia - nato a Maschito (Pt) il 10/10/1907 - sarto.
39) TROIANI EUSEBIO - di Settimio e fu Cipriani Rosa - nato a Norcia Pescia (Pg) il 26/9/1893 - arrestato il 21/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
40) VIOTTI PIETRO - fu Luigi e di Alberti Rosa - nato a Rocca S. Stefano (Roma) il 22/8/1909 - commerciante - arrestato il 22/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.

g) 10 persone a disposizione della Questura, fermate per motivi di P.S.

1) BERARDI LALLO - fu Angelo e Testa Elvira - nato a Roma il 13/9/1985 - manovale - arrestato il 24/3/1944.
2) CARIOLI FRANCESCO - fu Giuseppe e Cancellari Caterina - nato a Pieve Torina il 9/7/1878 - fruttivendolo.
3) LUNGHI AMBROGIO - fu Felice e di Stirpi Anna - nato a Roma il 20/8/1898- asfaltista - arrestato il 24/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
4) MICHELI ERNESTO - fu Pasquale e di Crescenzi Filomena - nato a Roma il 7/1 /1898 - imbianchino - arrestato il 24/3/11944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
5) MICOZZI EMIDIO - fu Emidio e di Micozzi Domenica - nato a Roma il 9/4/1900
- commerciante - arrestato il 22/3/1944- appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.
6) PALIANI ATTILIO - fu Pio e Mallone Carmine - nato a Roma il 21/4/1891 -commerciante - arrestato il 23/3/1944.
7) PERPETUA REMO - fu Perpetuino e Senatori Clementina - nato a Roma il 7/1/1906 - rigattiere - arrestato il 24/3/1944.
8) PETOCCHI AMEDEO.
9) PIRAS IGNAZIO - fu Domenico - nato ad Illorai il 2/6/1879 - contadino -presumibilmente appartenente alla Banda Maroncelli sotto il nome di Antonio.
10) TRENTINI GIULIO - di Adolfo e Mauro Giulia - nato a Roma il 9/6/1910 - arrotino - arrestato il 24/3/1944 - appartenente al Movimento Comunista d'Italia - Bandiera Rossa.

h) 10 persone arrestate nei pressi di Via Rasella:

1 ) CAPUTO FERRUCCIO - di Antonio e Surani Addolorata - nato a Melissano il 16/10/1922 - studente - arrestato il 23/3/1944.
2) D'AMICO COSIMO - fu Luciano e di Vasetti Maria - nato a Catania il 4/6/1907- amministratore teatrale - arrestato il 23/3/1944.
3) FRASCA CELESTINO - di Sante e Quattrociocchi Rosa - nato a Veroli il 23/12/1911 - muratore - arrestato il 23/3/1944.
4) GIGLIOZZI ROMOLO - di Domenico e fu Rinaldi Giulia - nato a Roma il 2/4/1908 - autista M. Interno - arrestato il 23/3/1944 - appartenente al Partito Socialista.
5) MASTRANGELI FULVIO - fu Luigi e di Didomenicantonio Elena - nato a Poli il 24/8/1902 - impiegato Banca d'Italia - arrestato il 23/3/1944.
6) PIGNOTTI ANGELO - di Virgilio e Pantani Caterina - nato a Poli il 28/8/1909- negoziante - arrestato il 23/3/1944.
7) PIGNOTTI UMBERTO - di Virgilio e Pantani Caterina - nato a Poli il 20/9/1919- dipendente comunale - arrestatop il 23/3/1944.
8) PROSPERI ANTONIO - di Luigi e Pignotti Calliope - nato a Poggio Cinolfo (Aq) l'8/8/1909 - impiegato P.T..
9) RONCONI ETTORE - fu Paolo e di Palombi Maddalena - nato a Genzano (Rm) il 23/9/1897 - contadino - arrestato il 23/3/1944 - appartenente al Partito Comunista.
9) VOLPONI GUIDO - di Roberto e Borsetti Maria - nato a S. Angelo in Lizzola il 20/10/1907 - impiegato - arrestato il 23/3/1944.

i) una persona assolta dal Fedgericht:

1 ) PETRUCCI PAOLO - di Carlo e Predolin Emilia - nato a Trieste l'1/8/1917 -professore di lettere - arrestato il 14/2/1944.

h) 3 persone non identificate

Fabio Bartoli