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22 mar 2010






 


Chi sono i curdi?una nazione di 30 milioni di persone senza un territorio

I CURDI:UNA NAZIONE DI 30 MILIONI DI PERSONE SENZA UN TERRITORIO-

CHI SONO I CURDI?

I Curdi sono un gruppo etnico medio orientale di ceppo iranico che abita la parte settentrionale e nord-orientale della Mesopotamia, che comprende parti degli attuali stati di Iran, Iraq, Siria e Turchia (la regione è a volte indicata col termine Kurdistan). Piccole comunità curde sono presenti anche in Libano, Armenia ed Azerbaijan.

Si stima che i Curdi siano fra 25 e 30 milioni e che quindi costituiscano uno dei più grandi gruppi etnici privi di uno stato nazionale proprio. Per oltre un secolo molti Curdi hanno cercato di ottenere la creazione di un "Kurdistan" indipendente o perlomeno autonomo, con mezzi sia politici che militari. Tuttavia i governi degli stati che ospitano un numero significativo di Curdi si sono sempre opposti attivamente all'idea di uno stato curdo, ritenendo che la nascita di un tale stato li costringerebbe a cedere parte dei propri territori.

I Curdi parlano numerosi dialetti (generalmente mutuamente comprensibili) della lingua curda, che fa parte del ramo Iranico dei linguaggi Indo-Europei.

Si ritiene che i Curdi moderni discendano dagli abitanti dell'antico Regno di Corduene, noti anche come Carduchi. Essi sarebbero etnicamente vicini a diverse altre popolazioni che abitano gli altopiani dell'Iran.

La repressione dei Curdi [modifica]

I Curdi in Iran [modifica]

Dalla rivoluzione islamica a oggi i Curdi iraniani hanno subito la dura repressione esercitata dal governo di Teheran nei confronti di tutti gli oppositori (il 14 settembre 1981 18 operai curdi furono uccisi in una fabbrica di mattoni nel villaggio di Sarougliamish). I Curdi iraniani hanno subito esecuzioni sommarie, torture e processi iniqui. Le torture vengono inflitte sia come pene dettate dal Corano (fustigazioni, lapidazioni, amputazioni) sia come forma di pressione verso i prigionieri per farli confessare o spingerli a ritirare in pubblico le affermazioni fatte in precedenza.

I Curdi in Iraq [modifica]

In Iraq si sono verificate e continuano a verificarsi le repressioni di più ampia portata nei confronti dei Curdi iracheni: essi hanno infatti sempre rappresentato la resistenza più matura e organizzata, subendo così deportazioni di massa in Iran, bombardamenti di villaggi e attacchi con armi chimiche.

Allo scoppio della guerra tra Iran e Iraq, le autorità irachene ordinarono le deportazioni di migliaia di Curdi in Iran. I deportati erano in maggioranza donne, vecchi e bambini, mentre i maschi vennero arrestati e imprigionati senza alcuna accusa.

Parecchie migliaia di Curdi iracheni, negli anni sessanta, sono stati arrestati, uccisi, fatti sparire dalle forze di sicurezza o dai servizi segreti iracheni (ad es. 8.000 Curdi "sparirono" nel 1983 da Arbil e tutt'oggi di loro non si sa più nulla). Nel 1985 altri 3.000 ragazzi curdi sono stati arrestati e torturati dalle forze di sicurezza irachene: sembra fossero stati catturati come ostaggi per obbligare i loro parenti "a consegnarsi alle autorità". Nel biennio 1987-1988 è stata fatta la più grande repressione nei confronti dei Curdi: le circostanze in cui le autorità irachene usarono armi chimiche con migliaia di morti indicano un preciso disegno politico teso all'eliminazione dei curdi iracheni. Nel 1988 furono uccisi 5.000 curdi in soli due giorni a seguito di un attacco chimico; dieci giorni dopo nel Qaradash è stato lanciato un altro attacco chimico: 400 sopravvissuti sono stati arrestati e giustiziati poi mentre cercavano di raggiungere un luogo di cura.

Gli attacchi delle forze irachene sono continuati su tutta la zona abitati da Curdi, che sono scappati in massa verso i confini turco e iraniano: nel 1988 le autorità turche confermarono di aver dato rifugio a 57.000 Curdi iracheni.

Tra la fine del 1988 e il 1990 centinaia di Curdi sono stati uccisi sommariamente dopo essere stati convinti dalle autorità irachene a rientrare nel paese.

I Curdi in Turchia [modifica]

Amnesty International è preoccupata per la negazione dei diritti delle popolazioni curde: ai turchi curdi non è legalmente riconosciuto il diritto di usare la propria lingua e sono negati altri diritti a causa della loro origine etnica.

In Turchia nell'ultimo decennio più di 250.000 persone sono state arrestate e torturate per ragioni politiche. Molte delle più efferate torture sono state subite dai Curdi che abitano nella regione sud-orientale della Turchia.

Nonostante la Turchia abbia approvato le due Convenzioni dell'Onu e del Consiglio d'Europa contro la tortura, Amnesty International ritiene che la tortura in Turchia sia assai diffusa verso gli oppositori politici e gli esponenti della comunità curda.

 

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