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8 ago 2010

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NEL 45.MO  ANNIVERSARIO  DELLA  TRAGEDIA  DI  MARCINELLE

Mercoledi'  8  agosto  2001  con  Mirko  Tremaglia   a  Marcinelle
per  ricordare gli  emigrati  italiani  caduti  sul  lavoro
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Mercoledi' 8 agosto ricorre il 45.mo anniversario della tragedia di Marcinelle, dove nel 1956, a seguito di uno scoppio in una miniera, perirono 262 minatori, dei quali 136 di nazionalita' italiana. Marcinelle, con questa tragedia, divento' il simbolo della sofferenza, della fatica e del sangue versato sul lavoro dagli italiani nel mondo. Un luogo che l'On. Mirko Tremaglia ha sempre regolarmente visitato per rendere onore ed omaggio alla Via Crucis dei nostri connazionali all'estero.Significativo ed apprezzabile, quindi, e' il fatto che nella sua prima uscita da Ministro per gli Italiani nel Mondo del nuovo governo, l'On. Tremaglia voglia recarsi in questo luogo, simbolo del calvario della nostra emigrazione, per ricordare i minatori caduti. Il prossimo 8 agosto visitera' il cimitero di Marcinelle assieme alle autorita' diplomatico-consolari e alle istituzioni rappresentative delle nostre collettivita': Comites, Cgie, associazioni di minatori, associazioni italiane e comitati vari. Se vogliamo dare un primo giudizio politico a questa iniziativa, che e' aperta a tutti, non sbagliamo certo nell' affermare che il nuovo Ministro ha iniziato con il piede giusto, ha inizato bene, perche' chi non ricorda, non ha futuro. Il coordinamento europeo del CTIM sara' presente con una sua delegazione in rappresentanza dei Comitati Tricolore della Germania, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Francia, Svizzera, Gran Bretagna.
Per informazioni rivolgersi al seguente numero telefonico: 0049 711 297117 CTIM-PRESS

  
  

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"LA STAMPA"  9 AGOSTO 1956
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«254 minatori italiani e belgi sepolti vivi», era il titolo della «Stampa», giovedì 9 agosto 1956: mentre continuavano, senza speranza, i tentativi di soccorso. La cifra era data per difetto. I morti si rivelarono 265: e gli italiani erano più della metà, 139. Venivano da dimenticati paesi del nostro Sud, che ebbero, per vari giorni,  una tragica ribalta sui giornali: Turrivalignani, Alanno, Roccascalegna; soprattutto Manoppello, un piccolo centro d'Abruzzo, che pagò il tributo più alto. Era l'Italia povera, segnata da una fama di secoli, che mandava i suoi figli a morire  sottoterra. L'inviato della «Stampa», Paolo Monelli, raccontò l'attesa delle donne vestite di nero, madri e mogli, avvolte da coperte sotto la pioggia, davanti al pozzo. E una di esse, il terzo giorno, diede alla luce un bambino. Gli uomini delle squadre di soccorso scandevano sempre più in basso, strisciavano in cunicoli alti 28 centimetri, aprendosi la via col piccone, e scoprivano solo dei morti. Arrivati a 1055 metri di profondità, ne trovarono ancora 167, avvinghiati gli uni agli altri, in una assurda ricerca di aiuto 

  che ormai non c`era più. Quando tornarono su, non ebbero il coraggio di raccontare che cosa avevano visto.
  Marcinelle,  nome sinistro, nella storia d'Italia, alla vigilia di quello che sarebbe stato chiamato ma non per 
  tutti  il boom economico. 

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