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IL PROCESSO DI NORIMBERGA IL TERZO REICH MUORE IN PALESTRA di Enzo Biagi Sono passati tanti anni, 20 novembre 1945. A Norimberga molte case erano senza muri esterni; si vedevano letti, armadi, cucine. Gran parte della gente viveva negli scantinati. C'erano montagne di macerie che il gelido inverno tedesco copriva di neve. Racconta Kenneth Mattews, corrispondente della BBC, che sui marciapiedi vagavano Fräulein disperate, pronte ad offrirsi per un pacchetto di sigarette. I giornalisti erano alloggiati allo Schloss Faber, un castello che apparteneva a quei signori delle matite: dormivano tutti in uno stanzone; i giudici stavano al Grand Hotel, sistemato alla svelta dai genieri. Gli imputati erano ventiquattro: tre, però, mancavano all'appello. Il dottor Robert Ley, capo del Fronte del lavoro, si era impiccato, con un pezzo di lenzuolo, allo scarico d'acqua del gabinetto; di Martin Bormann non si è più saputo nulla, scomparso nel disastro di Berlino; Gustav Krupp era ...
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La Prima Guerra MondialeIL RUOLO DEL CORRIERE DELLA SERA Il ruolo del Corriere della Sera fu determinante nel favorire l’intervento italiano alla Grande Guerra, ed è ancora oggi argomento controverso tra critici e storici. Inizialmente il sostegno del giornale alla parte interventista non era affatto scontato. Il direttore, Luigi Albertini, in una lettera del 7 maggio del 1914 scriveva : “Noi che siamo sempre stati triplicisti, noi che ripetutamente siamo stati accusati di austrofilia, se un bel giorno non abbiamo ritegno e lanciamo contro l’Austria grida così acute, possiamo creare una situazione veramente gravissima” . Di contro alle riserve di Alberini vi era l’opzione esplicitamente nazionalistica di collaboratori autorevoli, primo tra tutti Gabriele D’Annunzio. Il pluralismo di opinioni si esaurì quando Alberini decise di si schierarsi a favore dell’intervento, a fianco di Francia e Inghilterra. Quando l’Italia entrò in guerra, il Corriere della Sera dimostrò il suo appoggio alla...
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Irena Sendler Poco tempo fa è venuta a mancare una signora di 98 anni di nome Irena. Durante la seconda guerra mondiale, Irena, ha ottenuto il permesso di lavorare nel ghetto di Varsavia, come Idraulica specialista. Aveva un 'ulteriore motivo'. Era al corrente dei piani che i nazisti avevano per gli ebrei (essendo tedesca). Irena portò in salvo migliaia di neonati nascondendoli nel fondo della sua cassetta degli attrezzi che trasportava nel retro del suo camion.I bambini più grandi li nascondeva in un sacco di iuta ... Teneva anche un cane nel retro del camion, che aveva addestrato ad abbaiare quando i soldati nazistientravano ed uscivano dal ghetto.I soldati, naturalmente, temevano il cane, inoltre il suo latrato copriva il pianto dei bambini. Durante tutto questo tempo, è riuscita a salvare 2500 tra bambini e neonati. Fu catturata, e i nazisti le ruppero entrambe le gambe e le braccia picchiandola selvaggiamente. Irena aveva un registro dei nomi di tutti i ragazzi che cla...
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UN OMAGGIO A PASOLINI nell'anniversario dela morte "Pagine corsare" INVITO ALLA LETTURA. BRANI DALLE OPERE DI DA Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini Einaudi, Torino 1972 (appendici) Il metodo di lavoro già in "Città aperta", 7-8 aprile-maggio 1958 Il fatto che leggendo frammenti e pagine da Una vita violenta si possa pensare di trovarsi di fronte a frammenti o pagine di Ragazzi di vita non è casuale: significa che il paradigma, lo spitzeriano periodo-campione, è lo stesso, e che quindi stilisticamente non c’è soluzione di continuità. E se non c’è trasformazione stilistica non ci sarà neppure più trasformazione interna, psicologica e ideologica. Infatti ho pensato contemporaneamente tre romanzi, Ragazzi di vita, Una vita violenta e Il Rio della grana (titolo questo, provvisorio, forse sostituito da La città dl Dio) negli stessi mesi, negli stessi anni e insieme li ho maturati e elaborati. La sola differenza è che Ragazzi di vita è scritto per intero e fis...
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L'attentato di Anteo Zamboni E', come oggi, una domenica il 31 ottobre del 1926, quando il capo del governo, Benito Mussolini, a bordo dell'auto di rappresentanza - la famosa Fiat Torpedo nera - arriva a Bologna per inaugurare lo Stadio del Littoriale, oggi intitolato a Renato Dall'Ara e teatro delle partite casalinghe del Bologna FC. E' una giornata di sole, e nella retorica del regime, quello delle grandi missioni e delle grandi opere, Mussolini è in alta uniforme e con la fascia dell'Ordine Mauriziano, lieto e pronto al taglio del nastro, L'automobile percorre sicura via Rizzoli e poi via Indipendenza, giungendo all'Arena del Sole. E' in quel momento, che tra la folla riecheggia un colpo di pistola, uno solo, che sfiora il Primo ministro, il guidatore - Leandro Arpinati, uomo del PNF a Bologna - ed il gerarca Dino Grandi. Il proiettile non ferisce nessuno, sfiora solo l'uniforme di Mussolini, che ordina ad Arpinati di accelerare e fuggire: nel...
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Mercoledì 1 Novembre 1922 | I padroni d'Italia Il re d’ Italia è Vittorio Emanuele III Il presidente del Senato è Tommaso Tittoni Il presidente della Camera è Enrico De Nicola Il presidente del Consiglio è Benito Mussolini Il ministro degli Interni è Benito Mussolini Il ministro degli Esteri è Benito Mussolini Il ministro di Grazia e giustizia è Aldo Oviglio Il ministro della Marina è Amm. Paolo Thaon Di Revel Il ministro della Guerra è Gen. Armando Diaz Il ministro delle Finanze è Alberto De Stefani Il ministro del Tesoro è Vincenzo Tangorra Il ministro dell’ Agricoltura è Achille Visocchi Il ministro dell’ Agricoltura è Giuseppe De Capitani D’Arzago Il ministro della Pubblica istruzione è Giovanni Gentile Il ministro dei Lavori pubblici è Gabriello Carnazza Il ministro delle Poste e telecomunicazioni è Giovanni A. Colonna Di Cesar Il ministro del Lavoro è Stefano Cavazzoni Il presidente di Confindustria è Raimondo Targetti L’ amministratore delegato della Fiat è Giovanni Agnelli...
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IL 31 OTTOBRE DEL 1922 MUSSOLINI E' NOMINATO CAPO DEL GOVERNO:INIZIA IL VENTENNIO FASCISTA Lo schema illustra la composizione del Governo che Mussolini consegnò al Re dopo la Marcia su Roma, che sarà formalmente costituito il 31 ottobre 1922. Mussolini si era rivolto agli uomini della destra e della sinistra (esclusa l’estrema) e i rispettivi gruppi che non avevano fatto alcuna opposizione né avevano posto condizioni per l’entrata dei loro. La collaborazione al ministero di Mussolini più spiccata fu quella dei democratico – sociali di cui entrò addirittura il capo (Colonna di Cesarò - alle Poste). Anche il partito popolare si mostrò favorevole alla collaborazione, ritenuta utile per la pacificazione e lo sviluppo delle organizzazioni bianche, dando loro due portafogli. Il gruppo fascista era rappresentato con due portafogli, il gruppo nazionalista con altri due ministeri, presenti anche un salandriano e un giolittiano, oltre dei combattenti in congedo (Guerra e Marina) per assicura...
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Nel segno della libertà A palazzo Binelli il convegno sul legame tra anarchia e Carrara CARRARA. La morte del re Umberto I per mano di Gaetano Bresci quale ponte tra il vecchio ed il nuovo corso del movimento anarchico è stato l’argomento del convegno “Nel fosco fin del secolo morente, l’anarchismo italiano dai monti di Carrara al regicidio di Monza”, organizzato a Palazzo Binelli dalla fondazione “Berti” e dalla fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. Prima tentativi insurrezionali legati ad un crescente disagio sociale con i moti carrarini, di Ancona e Milano, poi la svolta in senso libertario. Dopo l’evento di Monza, nella storia dell’anarchismo - si è aggiunto nel corso del convegno - cambia la strategia operativa. A Carrara ed in altre città nascono le Camere del Lavoro ed assieme si concretizzano le manifestazioni di sciopero proprio verso la decisione del loro scioglimento da parte delle istituzioni, culminando con quello nazionale di Monza. Uno stacco netto attraverso l’utili...
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I rapporti top secret inviati a LondraFino all'articolo del "Financial Times" alla vigilia dell'incidente aereo: "Se ne deve andare" di FILIPPO CECCARELLI Enrico Mattei L'UOMO CHE guardava al futuro: con questo titolo,andò in onda su Rai Uno la fiction su Enrico Mattei. Ma ai suoi tempi, per i sussiegosi e pragmatici funzionari della diplomazia britannica, più che guardare al futuro il capo dell'Eni era l'uomo che intralciava il loro presente. Anzi, seriamente e decisamente lo minacciava. Fino al punto di...? Alt, no, questo non si può dire. Anche se il cospicuo dossier arrivato in Italia include carte a loro modo profetiche - tipo la fotocopia di un articolo del Financial Times che a due giorni dalla morte di Mattei si chiede se questi "dovrà andarsene" (Will signor Mattei have to go?) - i documenti recuperati da Mario J. Cereghino negli archivi britannici non autorizzano forzature, né automatismi cospirativi. Eppure, a meno di tre me...
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Chi ha ucciso Enrico Mattei? tratto da Rinascita www.rinascita.info Enrico Mattei fu assassinato, il suo caso insabbiato, i testimoni messi a tacere. Ma una cosa è certa: l’aereo su cui viaggiava il presidente dell’ENI e che cadde la sera del 27 ottobre 1962 a Bascapé, alle porte di Milano, fu sabotato. Era un uomo che dava molto fastidio. La strategia di Mattei era volta a spezzare il monopolio delle “sette sorelle”, non soltanto per il tornaconto del nostro ente petrolifero, ma anche per stabilire rapporti nuovi tra i paesi industrializzati e i fornitori di materie prime. Una strategia semplicemente inaccettabile per le grandi compagnie petrolifere che si spartiscono le ricchezze del mondo. Dall’inchiesta della Procura di Pavia, riaperta a metà degli anni ‘90, risulta inoltre evidente che l’insabbiamento di quel crimine fu diretto dai vertici dei servizi. Per il sostituto procuratore di Pavia Vincenzo Calia il fondatore dell’ENI fu “inequivocabilmente” vittima di un attentato. Vince...
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La strage di Marzabotto Marzabotto, perché l’eccidio rimase impunito Per la strage pagò solo Reder, gli altri responsabili non furono processati anche se erano noti Quello che la memoria collettiva indica come «eccidio di Marzabotto» è in realtà costituito da uno stillicidio di stragi, culminato tra il 29 settembre e l'inizio dell'ottobre 1944 nel massacro di diverse centinaia di civili, 189 dei quali erano minori di 12 anni. A partire dall'ultima settimana del maggio 1944 reparti militari germanici misero a ferro e fuoco, in sei grandi rastrellamenti nell'arco di quattro mesi, villaggi e case sparse dell'ampia zona appenninica di Marzabotto, nell'intento di fare terra bruciata attorno ai gruppi partigiani. Quelle operazioni di spietata «guerra ai civili», pur preparate meticolosamente sul piano militare e indirizzate contro nuclei di guerriglieri, si sfilacciavano ogni volta in una sequela di fucilazioni e di violenze contro pacifici contadini, coi tratti dell...
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Promossa dalla Fondazione “Berti” LA “GIORNATA DEL CARABINIERE” AL CAMPO DEGLI EROI CASCIANA TERME - Un pressante invito alle Istituzioni nazionali affinchè valutino attentamente l’ipotesi di ridimensionare il numero delle Stazioni dei Carabinieri in Italia, nell’ambito di un previsto abbattimento dei costi di gestione, viene dal Campo degli Eroi,dove si è svolta la consueta “Giornata del Carabiniere”. A lanciarlo è stata la Fondazione “Angiolo e Maria Teresa Berti”, ricordando in proposito una frase dello stesso Berti:” Per cancellare una Stazione dei Carabinieri bastano soltanto pochi minuti. Ma servirebbero invece anni per contrastare efficacemente la conseguente crescita della criminalità, dovuta all’assenza di un capillare controllo del territorio”. All’incontro, ormai divenuto tradizionale,hanno preso parte i Carabinieri della Stazione di Casciana Terme, coordinati dal Maresciallo Bruno Gambini,che ha in particolare portato il saluto del Comandante la Compagnia di Pontedera, ...
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Quando Garibaldi disse no a Lincoln Non accettò la guida dei nordisti nella guerra di secessione L'eroe dei due mondi non accettò perché l’emissario mandato dal presidente americano non garantì che la guerra in territorio americano si stava combattendo soprattutto per liberare gli schiavi Il New York Times ritorna sull’offerta che proprio nel settembre di 150 anni fa il presidente Abramo Lincoln fece arrivare all’Eroe dei due mondi di guidare le forze dell’Unione contro quelle della Confederazione degli stati del sud che con l’attacco a Fort Sumter, il 12 aprile, avevano dato inizio alla loro secessione. Ma l’emissario mandato dal presidente americano non riusci’ a rispondere alla domanda pressante di Garibaldi, riguardo al fatto che la guerra che si stava combattendo sul suolo americano - che l’eroe italiano considerava come una sorta di seconda patria dopo il suo esilio a New York - fosse principalmente motivata dalla necessita’ di garantire la liberta’ degli schiavi. Questa cost...
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Nella ricorrenza della nascita di Francesco Fondazione pubblica un articolo di Franco Cardini San Francesco «cataro»? Anzi era il contrario di Franco Cardini Che Francesco fosse vicino al catarismo, o simpatizzasse per i catari, o fosse addirittura cataro egli stesso, sono temi che ogni tanto riemergono in una letteratura che - senz’ombra di disprezzo - non solo non è specialistica (vale a dire non ha alcun connotato di specializzazione scientifica relativa ai temi che affronta), ma che in genere parte da una tesi: quella del «mistero», della «parola perduta», o semplicemente dell’«inganno» messo in atto dalla Chiesa per appropriarsi di qualcuno o di qualcosa. Che poi tale letteratura possa annoverare tra i suoi esempi anche casi di libri ben scritti, frutto della fatica e dell’impegno di persone appassionate e dotate di buon livello di cultura generale, è abbastanza raro: ma può capitare. Solo che non aggiunge nulla al fatto che si tratta di voci scientificamente irrileva...
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Ripreso da allAfrica.com Sud Sudan e carestia nel Corno d'Africa TRADOTTO DA ELENA INTRA La Repubblica del Sud Sudan ha dichiarato il proprio impegno a contribuire con un milione di dollari USA alle iniziative in corso per combattere gli effetti devastanti della siccità che ha colpito il Corno d'Africa. Lo ha annunciato qualche giorno fa il Presidente Salva Kiir Mayardit, durante il vertice sulla crisi del Corno d'Africa tenutosi a Nairobi, in Kenya. Il Presidente ha affermato che anche se il contributo può sembrare modesto rispetto alle enormi necessità da soddisfare, rappresenta comunque un gesto simbolico importante che sottolinea l'impegno del Sud Sudan verso questa regione. "Il Sud Sudan sosterrà in ogni modo possibile il Kenya e i Paesi della regione del Corno d'Africa. Insieme potremo ricostruire le comunità colpite, aiutarle a recuperare le proprie terre, i mezzi di sussistenza e gradualmente a riguadagnare fiducia per raggiungere l'auto-suffi...
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Ripreso da Radio Free Europe, Radio Liberty Afghanistan: cresce il traffico di bambini TRADOTTO DA ELENA INTRA La povertà endemica di alcune zone dell'Afghanistan sta costringendo molte famiglie in condizioni di miseria a vendere i propri figli per sopravvivere, segnala Radio Free Afghanistan. Associazioni a tutela dei diritti umani hanno riferito che nella provincia settentrionale di Jawzjan - una delle regioni meno sviluppate del Paese - questo triste fenomeno è in continuo aumento. Un rapporto pubblicato nel 2010 dalla ONG Internazionale 'Save the Children', dedicata all'abolizione del lavoro minorile nel mondo, rivela che circa il 28% di tutti i bambini tra i 5 e i 15 anni residenti a Jawzjan è stato venduto dai propri genitori o tutori. Dopo la morte del padre avvenuta otto mesi fa, Farid, 4 anni, è stato venduto a un parente. La madre, nel frattempo risposatasi, ha ricevuto in cambio 12.000 afgani (280 dollari) promettendo che il bambino avrebbe lavorato per...